Se avete qualche minuto e volete farvi qualche sonora ghignata potete iniziare a leggere il commenti al vecchio post “E se Gesù Cristo non fosse mai esistito“…

Calcolate che una buona parte dei commenti li sto moderando e sembrano arrivare direttamente da IP facenti capo a domini un po’ sospetti di piccoli stati religiosi… :)
MNi sto divertendo tantissimo con veri imbecilli doc© come tal:

Maurizio Casadidio (IP: 151.51.30.134 , adsl-ull-134-30.51-151.net24.it)
E-mail : maurizio.casadidio@tin.it

Che scrive:

Io penso che questo Matteo Flora sia il classico cretino anonimo che si nasconde nel mondo virtuale per sparare cazzate a getto continuo. Comunque penso che il suo ridicolo ed insulso sito andrebbe chiuso, perchè offensivo della fede di miliardi di persone e della dignità umana.

Eccovi mostrato in pieno il vero cristiano: quello che insulta e vuole la ovvia censura. Mi è andata bene, avrebbe potuto volermi massacrare come d’uso ormai sistematico nella chiesa cattolica. E visto che si parla di dignità umana la chiesa cattolica ne ha ben poca: appena ebbero finito di essere perseguitati i cristiani iniziarono a imporre con la forza la loro religione.

Iniziarono una conversione sistematica di tutte quelle tribù barbare di religione pagana. Erano conversioni portate con la forza, con la spada e finivano quasi sempre con morti e sangue. Un episodio significativo e quello di Carlo Magno che nel 782 fece decapitare 4500 Sassoni che avevano rifiutato di convertirsi.

Ma i massacri erano iniziati molto prima; si sa per esempio di Ipazia filosofa e matematica ateniese che rideva degli insegnamenti di Cristo. Il vescovo Cirillo nel 415 mandò una banda di monaci che rapirono Ipazia per strada. Fu colpita con un grosso macigno e moribonda fu trascinata di forza fino in una chiesa dove venne fatta a pezzi con tegole acute e pezzi di conchiglie. I suoi resti bruciati in un rogo creato per l’occasione.

Ovvio, ora devo circostanziare. Pensiamo ai Catari, ad esempio.

I catari furono un gruppo religioso gnostico e vegetariano di idee molto avanzate che predicava l’uguaglianza tra uomo e donna e prosperava in Provenza. Papa Innocenzo III nel 1208 decise che andavano sterminati.
Indisse una vera e propria crociata contro questo movimento. Un esercito guidato da Simone da Monfort assediò città per città le roccaforti catare massacrando nel complesso 20.000 persone. Famosa è la risposta del legato papale Arnaud Amaury, interrogato su come si facesse a distinguere i Cattolici dai catari per evitare inutili spargimenti di sangue: Uccideteli tutti, Dio saprà riconoscere i suoi.
Amaury ricevette le congratulazioni dal Papa in persona.
La Crociata si concluse nel 1244 quando gli ultimi 211 catari che resistevano furono bruciati sul rogo. Cercate la parola Monsegur e piangete con me.

La chiesa ha d’altronde sempre avuto un feeling particolare con i ribelli.

I Papi, seguaci del povero cristo impossessatesi dello stato Pontificio repressero ogni rivolta dei poveri nel sangue. Ma gli episodi più atroci sono abbastanza recenti. Per esempio quando Napoleone fu trattenuto in Egitto i Borbonici fecero il loro ritorno a Napoli e il Cardinal Ruffo fu incaricato di reprimere le rivolte in tutto lo stato. Il suo esercito della santa fede uccise migliaia di ribelli che chiedevano la libertà.
Successivamente quando i patrioti dell’unificazione italiana entrarono nelle carceri pontificie sotto il pontificato di Pio IX c’erano alcune decine di prigionieri che vi vivevano incatenati da così lungo tempo da aver perso la vista e l’uso delle gambe. Trovarono in quei sotterranei mucchi di scheletri e di cadaveri in decomposizione (come quando i prigionieri furono liberati i campi di sterminio nazisti).

Vi furono trovati anche giocattoli di bambini morti insieme ai loro genitori.

Ricordiamo a per la cronaca che Pio IX è stato fatto santo da Giovanni Paolo II.

Boh.

At the gates and the walls of Montségur, blood on the stones of the citadel.

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Creative Commons License photo credit: luce_eee

Ricevo con preghiera di diffusione e stavolta volentieri diffondo uno scritto a firma Andrea Di Terlizzi e Walter Ferrero che offre interessanti spunti di riflessione sulla questione Tibetana e che mi piacerebbe analizzare con voi. Eccolo:

Dietro l’angolo di casa nostra sale alto il grido di un popolo civile e sofferente; urla di bambini, vecchi e uomini, un appello di dolore a cui l’evoluto Occidente ha voltato le spalle sin dal 1950, anno in cui l’esercito cinese è penetrato con violenza nella vita di uno dei popoli più pacifici del pianeta.
Questo inizio appare retorico, certamente, perché le ragioni della real politik non sono quelle del cuore e, talvolta, neppure quelle dell’umana ragione. Gli interessi in gioco sono immensi (e il Tibet è, in fondo, poca cosa); resta da intuire, anche sotto questo profilo, quale sia la più lungimirante visione, per il futuro della nostra società.
Se il governo cinese non può permettersi di fare un passo indietro, per timore di creare un precedente pericoloso che potrebbe varcare i confini del territorio tibetano, possiamo porci la seguente domanda: l’Occidente, può mostrare alla Cina che ogni sua violazione dei diritti umani è tollerata dai governi democratici occidentali? A quali esiti porterà, nel futuro, questo atteggiamento?
E ancora: siamo veramente sicuri che gli interessi economici e politici, da soli, possano realmente cementare il tessuto della nostra civiltà? Un futuro privo di forza etica e di cavalleresca convinzione che esistono valori inalienabili da proteggere, potrà reggere l’impatto dei cambiamenti in corso?
Un guerriero privo di Cuore è una macchina senza forza, perché manca di significati condivisibili, per cui valga la pena di vivere e morire. Una società senza Valore, è destinata a soccombere dinanzi all’avanzata di più stabili (anche se meno civili) ideologie.
L’Occidente ha guadagnato quasi tutto, ma ha dimenticato il suo antico Cuore. Non possiamo ottenere rispetto, quando i valori proposti s’inchinano troppo spesso al solo interesse.
In tutto il mondo, milioni di persone protestano per la violenza esercitata dal governo cinese sul popolo tibetano, ma la maggioranza di costoro, sa bene che tutto ciò non varrà a nulla, di fronte ai giochi di potere; e il rispetto per i nostri governanti, decresce sempre più.
Perché seguire chi non possiede l’integrità per schierarsi in nome di ciò che veramente conta? Non c’è da stupirsi se la nostra società vive incrinature pericolose e vacilla sotto i colpi di varie forme d’integralismo che la minacciano.
Un governo deve essere giusto, per ottenere rispetto; una civiltà deve essere profonda, per ricevere ammirazione e consenso. L’Occidente, fondato sull’Etica cristiana dell’amore, resta a guardare la cancellazione di una cultura che, invece, andrebbe protetta come patrimonio dell’umanità, per le vette filosofiche che ha saputo esprimere e la bellezza del messaggio che da sempre ha trasmesso al mondo intero; fatto di comprensione, compassione per l’umana sofferenza e propensione all’armonia.
Così, oggi, ogni cristiano osserva l’indifferenza dei vari governi di fronte alla violenza brutale di una mentalità che schiaccia tutto ciò che non la rappresenta; senza far nulla. Innocenza perduta.
Questa è l’agonia di ciò che dovremmo e potremmo rappresentare, per il mondo intero: una civiltà avanzata, retta da valori che non si inchinano costantemente agli interessi di parte, ma capace di mostrare unità d’intenti almeno in quei rari momenti nei quali è in gioco la sua stessa dignità; perché non è dignitoso voltarsi per non vedere chi agonizza nell’isolamento; non esiste dignità nel non saper tendere la mano a chi invoca aiuto, schiacciato da un’ideologia oscura e aggressiva.
E tutto ciò non è riferibile solo all’Etica cristiana, poiché esiste un’Etica umana che prescinde dalle fedi e dalle convinzioni religiose, e dovrebbe rappresentare anche la bandiera di un umanesimo laico, giacché laicità non significa certo assenza di un cuore e mancanza di valori profondi.
È l’uomo e la sua stessa essenza – in ultima analisi – che è posto al vaglio dalla vita, messo alla prova nei momenti che contano. Di fronte a questo grande bivio, abbiamo sbagliato spesso strada e, ancora oggi, stiamo per mancare l’opportunità di mostrare che la civiltà occidentale può rappresentare un faro per tutto il mondo.

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Esperto di Sicurezza sembra pretenzioso... Uffa! Diciamo allora piccolo blog di intrattenimento di Matteo G.P. Flora (aka LK) sperduto passeggero della rete, poeta, (poco) santo, e navigatore... E se proprio siete curiosi...