Categoria: Cronaca

bolshakov in army (archive)
Creative Commons License photo credit: bolshakov

Vitaly Efremov Alkesandrovic, tenente dell’esercito della Federazione Russa, gira un video ironico in cui, parafrasando lo stile della canzone “Stan” (Eminem), narra il rap delle cattive condizioni in cui vive: salario bloccato ormai da anni e una vita fatta di sacrifici e rinunce. Non si lamenta, per carità, ma manda continue missive, cartacee ed elettroniche, al Ministro della Difesa, Anatoly Serdyukov.

La sua unica speranza è che qualcuno lo ascolti, risponda o si muova in qualche modo perché le cose possano cambiare. Immerso in una società di contrasti, con generazioni cresciute a base di MTV e guadagni facili, l’esistenza del patriota che regala la propria vita all’esercito russo sta decisamente stretta a Vitalij, tanto che nel video cambia lavoro, non rinnova il suo patto con il governo e pare ben contento di essersi liberato delle ultime zavorre militari (compresa l’uniforme che fa una surreale comparsata dall’armadio). Il video si chiude con il Ministro della Difesa che risponde alle svariate lettere di Vitaly ma, sebbene meno tragicamente che in Stan, è comunque troppo tardi: l’ormai ex tenente dell’esercito è diventato un manager strapagato e non ha nessuna intenzione di tornare sulle proprie scelte.

Ben diversa è stata, nei fatti, la regia della vita di Vitaly che, dopo aver diffuso questo video, sì è visto rispondere dallo Stato con un’unica mossa: è stato dislocato in Siberia a svolgere i suoi soliti incarichi. Non è stato licenziato, no, ora lavora… comodamente a Ussuriysk, a 9 ore di volo da casa (S. Pietroburgo).
Il video in questione ha quindi fatto il giro del web, partendo da RuTube dove è stato originariamente uppato per finire su YouTube sia in versione integrale che in quella passata dalla CNN.

Ovviamente, però, da YouTube è sparito quasi subito. Che caso… Mi dicono inoltre che non sia più possibile caricarlo per qualche supposto blocco da parte di autorità discografiche.

Purtroppo, però, almeno per me rimaneva l’ostacolo della lingua, un rap in russo non è esattamente una cosa che ascolto tutti i giorni, quindi era un mistero quale realmente fosse il contenuto di detto video. C’era quasi da sospettare - visto l’istantanea spedizione del regista in Siberia - chissà quale machiavellica rivendicazione o accusa allo Stato. Niente di tutto ciò. Leggete con i vostri occhi la traduzione che mi è stata passata oggi in mail:

Vitalij ha un blog, il post più recente è una lettera, indirizzata al tanto citato Ministro della Difesa, scritta dopo che la decisione di spedirlo in Siberia era già stata resa pubblica. Per capire i motivi che lo hanno spinto a girare il video e le reazioni all’inattesa svolta che c’è stata negli ultimi giorni c’è solo da aspettare una traduzione, sperando che, nel frattempo, l’ex tenente possa rientrare a S. Piter e non essere annoverato, quindi, tra le molte vittime del Cavaliere di Bronzo.

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E’ ora che vi sediate.

State sicuramente facendo qualcosa di importantissimo. Non me ne frega niente. Davvero.

Ora vi fermate dieci minuti e leggete. Punto.

Mancava poco a mezzanotte, quando il primo poliziotto colpì Mark Covell, abbattendo il manganello sulla sua spalla sinistra. Covell fece del suo meglio per gridare in italiano che era un giornalista ma, in pochi secondi, fu circondato da ufficiali della squadra antisommossa che lo colpirono con i loro bastoni. Per un po’ di tempo riuscì a rimanere sui suoi piedi, ma poi una bastonata al ginocchio lo spedì sul marciapiede.

Inizia così, con qeste esatte parole, l’articolo di un giornale che, al contrario della merda che l’italia ci propina come tale, sa ancora fare il GIORNALE. Un racconto sulla sanguinosa battaglia di Genova pubblicato dal Guardian in occasione della sentenza farsa al processo sui soprusi e le violenze nella caserma di Bolzaneto.

Farsa perché non esiste giustizia se le pene non vengono comminate. Farsa perché non esiste giustizia se si incolpano istituzioni anziché persone.

Avevate forse qualche chance di non leggere l’articolo perchè in lingua inglese, ora invece Jimmy lo ha tradotto e pubblicato.

Quindi mi fate il piacere di andare, leggerlo, e capire se veramente volete essere gli italiani che hanno lasciato che questo accadesse. Che per anni, durante il processo, sono stati zitti e muti.

Facciamo ben schifo, sapete?

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Aruba
Creative Commons License photo credit: Salvatore88

Non posso dire praticamente nulla, per via di segreto professionale di miei clienti.

Roma, 7 lug.- (Adnkronos) - A quanto apprende l’ADNKRONOS, la magistratura romana sarebbe in procinto di oscurare il sito, registrato alle Antille, che ha pubblicato il testo di una falsa telefonata tra Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri.

Ma lasciatemi dire solamente una cosa: chi è il cerebroleso che ad Adnkronos ha letto nell’WHOIS “Aruba” come maintainer e ha scritto “hostato nelle Antille” ?

Ah, la mamma dei cretini…

P.S. Mi dice un collega non informatico che probabilmente non è comprensibile… Allora: il sito è stato registrato in Italia, risiede in Italia con la società Aruba s.p.a. Di Arezzo. Punto. Qualche cerebroleso in AdnKronos ha letto da qualche parte Aruba e ha pensato alla capitale delle Antille Olandesi. No, non scherzo. Davvero.

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La pirateria, nel mondo, ha subito nello scorso anno un clamoroso +20% con oltre 300 attacchi.

E non credo sia merito della Disney.

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Happiness Is A Warm Mackertosh
Creative Commons License photo credit: zcopley

Ha sparato contro un uomo che era entrato nella sua abitazione per rubare e lo ha ucciso. E’ questa la ricostruzione fornita al momento dai carabinieri di quanto accaduto nelle prime ore di stamani in un’abitazione nel territorio di Fucecchio, in provincia di Firenze. Tutto è avvenuto poco prima delle 5 in una casa in località Galleno. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.
(qui)

C’è qualcosa di profondamente sbagliato in me.

Cerco furto in villa e non riesco a sentirmi in colpa per pensare: bastava evitare di entrare a rubare e sarebbe rimasto in vita.

Ho un’amica che non può uscire la sera dopo le 8. E vive a Milano.
Nel suo quartiere ci sono stati 3 stupri nell’ultimo semestre.
Dobbiamo passare a prenderla e portarla a casa tutte le sere in cui esce.

Dove lo stato manca inizia la violenza. No, non è giusto, è semplicemente così.

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Lego People
Creative Commons License photo credit: Joe Shlabotnik

Non so, ma a me questo non sembra giornalismo.
Non riesco a capire dove voglia andare a parare.

Mettiamola così: da OGGI Anna Maria Franzoni non è più innocente fino a prova contraria. E’ COLPEVOLE fino a prova contraria.

Che è un concetto un po’ differente. Ora possiamo confidare in altre pronunce, possiamo apprezzare il lato umano, ma sinceramente un altricolo così di parte e melenso o è stato finanziato dai difensori o proprio non mi spiego come possa essere proposto in un’ottica di informazione.
Così come nell’arringa, anche nel corso della controreplica, per spiegare alcuni comportamenti di Annamaria Franzoni, l’avvocato ha fatto riferimento alla sua personale condizione di donna e di madre. In particolare, in riferimento al presunto lapsus della Franzoni nel corso di una telefonata in cui disse «cosa mi è successo?» corretto un attimo dopo in «cosa gli è successo?»

Non è necessario, vero, che vi ricordi COME è stato ucciso, vero?

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Esperto di Sicurezza sembra pretenzioso... Uffa! Diciamo allora piccolo blog di intrattenimento di Matteo G.P. Flora (aka LK) sperduto passeggero della rete, poeta, (poco) santo, e navigatore... E se proprio siete curiosi...

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