Di false profezie e della Rete Anonima
5/11/2009Tanto per andare in full disclosure devo accennare che io ed Enzo Mazza abbiamo un po’ di acredini trascorse. Forse perché soleva forze darmi del buffone o forse perché è arrivato a gamba tesa da dandomi in una telefonata di fuoco alla direzione una serie di aggettivi poco lusinghieri con un cliente che si è trovato in imbarazzo a spiegare che non ero un “pirata” ma un consulente tecnico e che quindi avevo tutti i diritti di difendere The Pirate Bay.
No, così, giusto perché lo sappiate… :)
Comunque sia, in un illuminato giorno di un illuminato mese in uno stato profeta, in merito a quanti segnalavano che un blocco come quello sulla baia avrebbe solo portato ad una maggiore consapevolezza da parte della Rete dei meccanismi di elusione, profeticamente dicevo, preannunciava al Corriere (grassetto mio, ovviamente):
Il rischio, già denunciato da alcuni esperti, è che gli utenti trovino comunque un modo di aggirare norme che ritengono troppo severe e lesive dei loro diritti. Enzo Mazza, presidente della Fimi, l’associazione dei discografici italiani in prima fila nella lotta contro la pirateria digitale, minimizza: «Il ricorso a tecnologie che facilitano l’anonimato resterà sempre appannaggio di nicchie. L’obiettivo di leggi come quella svedese è portare la massa dei consumatori a disporre di un offerta online legale. Ci sarà sempre una quota di utenti che preferisce l’illegalità ma riteniamo che solo i più esperti saranno in grado di ricorrere a simili soluzioni».
Bene. Forse.
Perché il buon Quintarelli oggi ci dice che attualmente, stando a fonti abbastanza ufficiali da essere citabili:
A full ten per cent of Swedish adolescents aged 15-25 years are already using an anonymiseringstjänst, such as VPN tunnels, which makes it impossible for others to see the user’s IP number
Quindi, come sagacemente Stefano fa notare, 10% dei giovani in 6 mesi dall’approvazione della norma sta usando sistemi di VPN e tunnel. Se nei prossimi 6 mesi, ciascuno di loro insegna ad altri 2, tra un anno avremo il 90% degli utenti occultati.
Che significa non poter, nel mare della cifratura, avere nessuna possibilità di scovare anche reali crimini informatici.
Un panorama di “total encryption” che fa impallidire non solamente me e Stefano, ma addirittura differenti voci all’interno dei Servizi Segreti inglesi, l’MI5, che si è recentemente schierato CONTRO la politica dottrina HADOPI dei blocchi delle connessioni alla terza infrazione del Copyright proprio per EVITARE la proliferazione di Darknet e di sistemi di cifratura presso clienti al solo scopo di eludere i controlli (e non ci vuole un genio per capirlo, mi sembra…).
But The Times understands that both the security services and police are concerned about the plans, believing that threatening to cut off pirates will increase the likelihood that they will escape detection by turning to encryption.
In altre parole: la prossima volta in cui avremo un attacco di CyberTerrorismo e le autorità diranno che non è stato possibile alcun tipo di controllo perché il 90% della rete, compresi i ragazzini, navigano in modo anonimo e cifrato non vorremmo essere nei panni di chi, ben sapendo il rischio che si correva, ha proposto blocchi a favore della tutela di pochi interessi commerciali che avrebbero sicuramente portato a questi scenari…
Che dire? Ci vediamo tra un annetto?
La cosa un po’ buffa di tutto questo è che chi crede fermamente nei diritti della rete anonima e cifrata potrebbe ben presto trovarsi, meravigliato, a dover ringraziare proprio HADOPI…
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