Bobby McFerrin hacks your brain
Viene da qui e credo questo di Bobby McFarrin che sia l’esempio formale più spettacolare che abbia mai visto del perché sia tanto difficile programmare una macchina utilizzando sistemi di decisione neuronale e quanto siamo invece, noi macchine umane, degli esseri meravigliosi e pieni di stupore…
UPDATE: Mi dicono che non è chiaro cosa ci sia per una programmatore di assolutamente meraviglioso in questo filmato. Sono almeno quattro diversi punti che suscitano stupore e occhi spalancati:
- Se lui saltella più volte la gente risponde al comando. La gente “inferisce” il comando multiplo senza alcun tipo di training. Avrebbe potuto prolungare la nota o ignorare i saltelli seguenti.
- La gente “inferisce” la terza nota dalle prime due. Non importa dare un intervallo o una qualunque “spinta”. La gente SA la terza nota.
- La gente non ha il concetto di “accordo”. Quando Bobby salta a gambe spalancate QUALUNQUE computer avrebbe semplicemente suonato le due note parallelamente. Ma un essere umano non ha il concetto di accordo.
- La gente canta secondo una scala PENTATONICA. Una scala MODALE che era lo standard del medioevo. Che esista qualcosa di “cablato” nel codice genetico che ci faccia sentire come “corretta” la scala del Canto Gregoriano?
Meraviglia e stupore.
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E’ spettacolare.
Ma qual’è lo scopo del filmato, perchè dal vederlo non sembra proprio che sia l’equivalente del titolo…
Dimostra solo che la gente per via di logica anche senza bisogno di spiegazione canta delle parti che nemmeno ha spiegato, e per quel che riguarda la doppia nota sanno anche loro come farlo, è solo che sanno che per evitare magre figure meglio stare zitti…
“# La gente non ha il concetto di “accordo”. Quando Bobby salta a gambe spalancate QUALUNQUE computer avrebbe semplicemente suonato le due note parallelamente. Ma un essere umano non ha il concetto di accordo. “
No no, l’essere umano ha una sola voce, anche se fosse una sola persona non può suonarle contemporaneamente con una sola voce, li c’è mancata organizazione…
Ammetto che ha qualcosa di interessante, anche se di musica capisco poco e credo che non sia così legato alla programmazione.
Concordo su tutto, tranne che sul terzo punto. La gente in realtà ha il concetto di accordo; quando Bobby salta a gambe spalancate la gente sa benissimo che dovrebbe riprodurre due note, ma si blocca per il semplice fatto che le corde vocali non sono in grado di riprodurre più di una nota contemporaneamente. Bobby ovviamente ne è cosciente, e fa il movimento a gambe aperte, solo per far scattare la risata.
Hai mai suonato uno strumento? Io per 5-6 anni ho suonato il pianoforte e ricordo chiaramente che spesso mi incantavo a suonare i tasti neri… scala pentatonica… e cercavo di combinarli, e ricombinarli, come se ci fosse qualcosa dentro; ma dopo 5 minuti mi fermavo sconsolato che non avevo “capito col suono” come erano correlati. Ad essere onesto… non ero decisamente Jimi Hendrix (che non conosceva le note; conosceva – bene – i suoni della chitarra). Ma ragionandoci sopra non credo ci sia qualcosa codificato nel dna; altrimenti non si spiega come ad esempio l’asiatico usi scale radicalmente diverse e piu’ complesse… il dna e’ lo stesso, siamo la stessa specie. Penso piu’ alla capacita’ dei neuroni di “modulare” il segnale elettrico cambiando il proprio coefficente di membrana… autodeterminarsi all’interno di un’architettura cosi’ potente (una rete distribuita di milioni di demoni collegati da un microkernel e organizzata per svolgere delle funzioni al meglio; Hurd, solo che con calcolatori che fanno solo 0,1… gli manca l’indeterminazione, o la probabilita’; e i demoni sono specializzati; costa molto di piu’ ottenere risultati solo asintoticamente analoghi). E cioe’ che quei suoni vanno semplicemente ad attivare una rete di neuroni che arriva fino all’area del piacere… e magari ci arriva perche’ abbiamo un imprinting comune e precedente dato da quei suoni (qualcosa che ascoltiamo tutti, es: che suono fa la pipi’ di mamma ascoltata da dentro la sua pancia? Il cesso degli asiatici e’ fatto come il nostro?); per cui i neuroni sono gia’ specializzati per attivarsi in un certo modo in concomitanza di certi suoni (che noi infatti percepiamo quando il timpano o le ossa del cranio attivano un determinato punto di una terminazione nervosa… alcuni suoni in un punto, altri suoni in un altro).
Per quanto riguarda la scala modale non è affatto vero che erano standard solo nel medioevo. Tutte le scale, comprese le Modali, le Pentatoniche, le Esatoniche, le Omptofoniche, in occidente sono sempre state usate anche se raramente. Dalla fine del 1800 inizio 1900 l’impiego di queste scale è aumentato esponenzialmente in quanto usate nel Blues (che usa una scala pentatonica con l’aggiunta delle Blue Note) e nel Jazz. Tutti i generi che derivano da questi linguaggi hanno ereditato l’uso di queste scale, quindi anche il Rock e derivati e il POP. Oggi praticamente siamo immersi in musiche che utilizzano queste scale e per questo nessuno farebbe fatica ad usarle anche se non le conosce teoricamente. In questo caso il pubblico fa ancora meno fatica in quanto la quarta nota viene specificata esattamente da Bobby McFarrin sul palco e non è il pubblico a farla. Successivamente su quelle note Bobby McFarrin improvvisa un motivetto jazz/folk quindi il resto è facile da completare da parte del pubblico.
[...] LastKnight c’è un articolo divertente e interessante su una performance di Bobby [...]
Secondo me Dan e Nicola hanno in parte centrato il problema… Dan dice che sull’accordo la gente si blocca perchè non è in grado di emettere due note simultaneamente e Nicola dice che non lo hanno fatto per “mancata organizzazione”. Ora, non sono un esperto in programmazione di reti neurali, tutt’altro, ma mi viene spontanea una domanda: come mai sull’accordo la gente, conscia dei propri limiti fisici (il non poter emettere un accordo) non ha semplicemente scelto una delle due note emettendo quella? Se invece di andare in crash e mettersi a ridere avessero operato una scelta più o meno razionale l’accordo sarebbe scaturito dall’insieme delle note emesse (bene o male che sia…magari il 99% delle persone avrebbe scelto una o l’altra nota e quindi l’1% restante non sarebbe bastato per fare sentire realmente l’accordo)…ma credo che il punto che il SIG. Flora voleva far afferrare al terzo punto della sua spiegazione è che un PC, o anche un’insieme di PC, ricevuto quell’input avrebbe suonato sempre e comunque le due note in parallelo facendo l’accordo, perchè lui PUO’ farlo, è STATO PROGRAMMATO per farlo. Cosa che non succede per le reti neurali, algoritmi scritti per l’autoapprendimento, perchè “imparino ad imparare”. A me diverte molto questo video e questo Bobby è geniale secondo me…se poi ho detto boiate insultatemi pure o cancellate direttamente il post, sono ancora un programmatore alle prime armi ^^. Saluti a tutti!
[...] Bobby McFerrin hacks your brain Viene da qui e credo questo di Bobby McFarrin che sia l’esempio formale più spettacolare che abbia mai visto del perché sia tanto difficile programmare una macchina utilizzando sistemi di decisione neuronale e quanto siamo invece, noi macchine umane, degli esseri meravigliosi e pieni di stupore… UPDATE: Mi dicono che non è chiaro cosa ci sia per un blog: lastknight | leggi l'articolo [...]