Trovo questa immagine abbastanza suggestiva e, digitalmente parlando, tremendamente efficace per spiegare la differenza tra Pirateria e Furto.
Tanto da ricrearne una versione in italiano che trovate qui sotto e che, se volete, potete diffondere a piene mani:
Credo che sia necessario ribadire taluni concetti digitali quando qualcuno continua ad abbaiare alla luna su presunti furti e controfurti, che ne dite?
Technorati Tags: furto, pirateria digitale, pirateria, firto digitale, the pirate bay, tpb
Questo post fa parte di una serie!
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Tags: firto digitale, furto, pirateria, pirateria digitale, the pirate bay, tpb
Esperto di Sicurezza sembra pretenzioso... Uffa! Diciamo allora piccolo blog di intrattenimento di Matteo G.P. Flora (aka LK) sperduto passeggero della rete, poeta, (poco) santo, e navigatore... E se proprio siete 
27 Aug 08
10:54 am
Conoscevo già la versione originale, grazie per la traduzione :)
Occhio però al typo nell’indicazione della licenza…’cretaive commons’? ;)
27 Aug 08
11:04 am
D’accordissimo. Non solo: il terrorismo che fanno prima di farti vedere un DVD originale parla di scaricare come un reato mentre invece è solo un illecito amministrativo.
Certo che, dovendo fare terrorismo psicologico, non possono certo lesinare con le parole ;)
27 Aug 08
11:05 am
@Raibaz
Thanx, corretto ;)
27 Aug 08
11:27 am
Occhio al tag “firto digitale” ;)
27 Aug 08
11:51 am
make the difference and be the difference
27 Aug 08
11:55 am
Certo è diverso nei modi… ma per il danneggiato (colui che possiede i diritti) la sostanza non cambia… perde comunque dei soldi… forse molti intendono questo quando considerano uguali le due cose. Il furto del mancato guadagno anche se non è corretto chiamarlo furto ma bisognerebbe chiamarlo danno.
27 Aug 08
12:24 pm
Mazza ti ha proprio fatto incazzare eh ? :D
comunque per quanto vale, penso tu abbia ragione.
27 Aug 08
1:09 pm
Se penso alla pirateria marittima mi viene spontaneo abbinarla al furto. Viceversa se considero le ‘idee’ come ‘oggetto’ e’ evidente che appropriasi di un’idea altrui non implichi la sottrazione dell’idea a colui che l’ha partorita.
Quell’immagine evoca chiaramente la differenza che intercorre, per esempio, fra l’agire da di un novello Lupin e l’agire di un “copiatore di bancomat”, ma francamente, abbinandoci tale esempio ( le similitudini come le metafore posso sviare ;) ) non saprei dire quale delle due azioni sia meno grave dell’altra.
In sostanza non riesco ancora a vedere una netta separazione fra pirateria e furto.
27 Aug 08
2:11 pm
@Vugan
Si ma il mancato guadagno non è cosi automatico, chi ci dice che senza la possibilità di copiarlo un film ad esempio, verrebbe acquistato?
27 Aug 08
3:41 pm
@lucac81
Onestamente di questa eccezione non se ne puo’ veramente piu’….
Dato in ipotesi un diritto di esclusiva per cui tu non puoi acquisire lecitamente una copia se non pagando il titolare dei diritti di sfruttamento economico od un suo licenziatario, il fatto che tu ne consegua invito domino una copia consegue a te un’utilità e priva il titolare del corrispondente utile. Se pure siamo d’accordo che non e’ giustificabile la richiesta di pagamento del prezzo ma solo la rischiesta di un’importo pari all’utile perso il ritornello “ma tanto non l’avrei comprato lo stesso” non sta in piedi. Cfr. - anche in via analogica - la direttiva enforcement cosi’ come recepita in Italia (D. Lgs. 140/2006 in particolare art. 17).
Sono assolutamente d’accordo che la contraffazione o la duplicazione abusiva non sia un furto, ma pro tempore costituisce un illecito risarcibile anzicheno’.
27 Aug 08
4:26 pm
[...] il digitale non ruba, copia. Non è un [...]
27 Aug 08
4:29 pm
il problema è che loro l’originale non lo vogliono. Te lo vogliono vendere.. E con la pirateria non lo vendono. Così dicono. Io sò ciò che compro e ciò che vado a vedere al cinema..
27 Aug 08
8:59 pm
Sbagli, come già hanno detto altri anche se non è un furto la pirateria produce un danno ai detentori dei diritti.
L’unica cosa certa è che l’idea di copyright come l’abbiamo intesa fino ad oggi è stata superata dai tempi e deve essere modificata. I principi di una limitata possibilità di diffusione senza fine di lucro di contenuti protetti da copyright è già stata affermata, ma non è possibile tollerarne l’abuso. Un sito come TPB sarà sempre illegale.
27 Aug 08
10:20 pm
D’accordissimo al 100%
27 Aug 08
11:31 pm
[...] La differenza tra Ladri e Pirati - Lastknight.com di Matteo Flora Tags: pirateria « links for 2008-08-27 [...]
28 Aug 08
9:10 am
@asdrubale
Non ho la tua granitica certezza che “un sito come TPB sara’ sempre illegale” (secondo quale ordinamento poi? per esempio in Italia non abbiamo il contributory infringement….) :-)
28 Aug 08
9:58 am
Sarà necessario ridefinire il concetto di furto, perché nel digitale non esiste più il concetto di “originale” e “copia”. Inoltre, in senso prettamente giuridico, non è corretto parlare di mancato guadagno nel caso di cosiddetta pirateria. Per aversi mancato guadagno sarebbe necessario dimostrare che se non fosse stato “piratato”, quel file digitale sarebbe stato acquistato. Il ché non è sempre vero. Infatti molti di coloro che usano il P2P per scaricare un file, se dovessero acquistarlo al prezzo imposto dal detentore dei diritti, semplicemente non lo acquisterebbero, e in quei casi, che ritengo siano la assoluta maggioranza, non c’è mancato guadagno, cioè non c’è alcun danno per il detentore dei diritti. Al contrario, si potrebbe anzi dimostrare che la maggior diffusione dell’opera contribuisca in molti casi a stimolare maggiori vendite. Il marketing insegna infatti proprio questi concetti, vedi ad esempio i “campioni omaggio”. Chi sostenesse che i “campioni omaggio” causino un danno al detentore dei diritti commerciali sul prodotto, sarebbe semplicemente un imbecille.
28 Aug 08
10:52 am
L’immagine è semplice è decisamente chiarificatrice, purtroppo eccessivamente semplicistica.
Infatti si dovrebbe tener conto anche dei venditori ambulanti che vendono copie illegali di un prodotto digitale ed immateriale che ottengono un guadagno, o meglio le organizzazioni che ci sono dietro, senza non aver effettuato un investimento.
E comunque ci sono numerose sfumature da tener conto…
28 Aug 08
10:59 am
L’immagine sicuramente fa pensare e discutere, anche se, come detto nei commenti non si discute del furto del contenuto ma dei ricavi (anche se in realtà rimante tirata per i capelli visto che i soldi che non vengono guadagnati dalle case discografiche in realtà non vengono fisicamente presi dal “pirata”). Ed è anche vero che la maggior parte di quello che si scarica non verrebbe mai comprato ai prezzi attuali.
Il problema vero è comunque che (finalmente) un monopolio come quello della distribuzione contenuti ha finalmente trovato un concorrente.
I prezzi di film (al cinema e non) e brani musicali è altissimo rispetto al vero valore attuale (per quanto possa essere bello e interessate) visto che neanche il 20% del prezzo pagato va al produttore, ma la maggior parte finisce nelle tasche della distribuzione, marketing e servizi accessori spesso inutili, e che,con il digitale, viene completamente spezzata la distribuione e “imballaggio” (copertine, scatole, CD, etc..), che ora devono combattere contro un concorrette fortissimo da questo punto di vista.
Facessero pagare un CD 5€ invece che 20€ (anche da scaricare) e un film al cinema 3 o 4€ invece che 7-8 e la pirateria diventerebbe solo un altro mezzo di marketing a loro favore invece che un loro nemico.
Ciao
28 Aug 08
2:38 pm
Questa è una vecchia stupidaggine che, come ti hanno fatto notare, parte dal presupposto che il furto avvenga ai danni di chi ha comperato per esempio il software e te lo fa copiare.
In realtà copiandolo tu rubi denaro a chi lo ha scritto il software e rubare denaro dal portafoglio o impedire che dal tuo portafoglio passi al suo non fa molta differenza.
bob
28 Aug 08
4:54 pm
Negli ultimi decenni del millennio scorso, nell’epoca della preistoria tecnologica, il problema della pirateria quasi non sussisteva. Per ascoltare della musica si accendeva la radio e per vedere un film si andava al cinema. Fotocopiare un libro era più costoso che comprarlo nuovo ed i dischi in vinile non si potevano “copiare”. Poi le cose sono cambiate: i nastri magnetici hanno permesso di registrare audio e video in cassette e videocassette di cui si facevano copie con più facilità. Dai nastri magnetici musica e film sono stati portati in fedelissimi supporti digitali, i CD ed i DVD, trasformando suono ed immagini in numeri che possono essere trasmessi via Internet e copiati in delle memorie piccole a sufficienza da essere attaccate ad un portachiavi. Con il tempo non è solo cambiato il “supporto” dove conservare musica, film, libri ed immagini, ma sono mutate le modalità con cui ne si dispone e ne si usufruisce. La musica viene ascoltata attraverso il telefonino, i film visti nello schermo del computer, i libri letti dopo essere stati comodamente stampati a casa. Il tutto può essere condiviso con estrema facilità: mentre all’epoca dei dischi in vinile l’atto di prestare ad un amico un 45 giri voleva dire, nella migliore delle ipotesi, restare senza quella musica per qualche settimana (e nella peggiore delle ipotesi restare per sempre senza disco e senza amico), oggi si può “dare” della musica a qualcuno senza il rischio di perderla! Il tutto avviene in modo così semplice ed automatico, che quasi sembra ovvio. Per esempio, inserendo un CD musicale nel computer ed iniziando ad ascoltarlo, in nemmeno tre minuti il computer “sputa” fuori il CD, ma continua a riprodurre la musica: la ha automaticamente copiata sulla sua memoria. Con la semplice pressione di un tasto si può copiare la musica dalla memoria del computer alla memoria di un telefonino per poterla ascoltare facendo jogging con un amico a cui si può copiare via bluetooth (la connessione senza fili tra apparecchi elettronici) la musica anche nel suo cellulare. L’amico copia la musica dal suo telefonino al suo computer e la spedisce via email ad un suo ipotetico cugino. In un solo giorno quel brano musicale è stato copiato cinque volte e tre persone hanno infranto diverse leggi sul copyright e, forse senza nemmeno saperlo, vengono considerati dei “pirati”. Purtroppo, nonostante la tecnologia si sia evoluta parecchio negli ultimi anni, la mentalità dei gestori dei diritti d’autore e dei legislatori non si è evoluta a pari velocità: invece di sfruttare i vantaggi offerti dalla facile diffusione delle opere audio e video, hanno usato tutte le loro energie per provare ad ostacolarne la distribuzione da persona a persona e via Internet. Ciò che dovrebbe essere gestito e regolamentato, per sconfiggere la “pirateria”, non è il possesso di brani musicali e di film, bensì la loro fruizione. Con la tecnologia disponibile oggi sarebbe facile addebitare all’utente qualche millesimo d’euro per ogni volta che ascolta un brano musicale, qualche centesimo d’euro per ogni volta che vede un film, un euro per ogni volta che stampa un libro. In questo modo verrebbero premiati i meriti: più la musica, i film o i libri piacciono, più chi ne detiene i diritti d’autore guadagna. Il giusto concetto è quello applicato al cinema: un solo schermo, ogni persona paga un biglietto. Il film ha un incasso proporzionato a quante persone lo vedono. Lo stesso concetto si applica ad un concerto o ad un museo. Non funziona così con i CD musicali, i videogiochi ed i film in DVD, dove, al contrario, il guadagno è dato dal numero di copie vendute e non dalla quantità di volte che l’opera viene usufruita: acquistando un DVD originale e prestandolo a cinquanta amici che lo guarderanno, non viene commesso nessun reato. Diversamente, se i cinquanta amici vedono il film su una copia dell’originale consegnata loro in persona o via Internet, il numero di volte che il film è stato visto non cambia e l’incasso dell’autore non cambia (è stato venduto in entrambi i casi un solo DVD originale), ma è stato commesso un reato di “pirateria”. E’ da ritenere quindi che il metro con cui la diffusione di musica e film viene considerata un’attività illegale non è corretto. Idealmente, se gli incassi fossero determinati dal numero di volte che un film viene visto o della musica viene ascoltata, nel momento in cui un utente distribuisce via internet film e musica, piuttosto che “pirata” dovrebbe venire considerato, dai detentori dei diritti d’autore, un benefattore!
28 Aug 08
6:35 pm
Solitamente l’autore ha bisogno di poche risorse economiche per “partorire” la sua idea
nella maggior parte dei casi basta un po di carta ed una matita.
Per scrivere un romanzo, una poesia, una partitura, un ritratto, una sceneggiatura, un programma od una formula chimica.
Nel momento in cui l’idea e’ partorita, Io Autore ne Godo i Diritti che decido di mantenermi e ne licenzio i diritti che decido di licenziare.
Contrattualismo.
Io Autore decido che tutti possano canticchiare GRATIS la mia canzoncina TRANNE quelli che si chiamano Vittorio e sono nati di Martedi’ (come salvaguardare i propri diritti con una contrattualistica cosi’ complessa e’ altro discorso)
Io Autore Decido Che la Mia Opera sia coperta da determinati diritti cosi come li ho licenziati (CC, (C), NoCopy, Antiarte… l’autore e’ libero di scegliere.)
Tali diritti dovrebbero scadere trenta anni dopo la mia morte, invece degli attuali NOVANTACINQUE in caso di opere umanistiche (importanti ma non vitali)
Oppure dovrebbero scadere dopo tre/sei anni dopo la mia scoperta nel caso di scoperte mediche, tecniche, scientifiche (queste invece vitali.)
Mi parrebbe giusto farli scadere dopo tre anni dopo la prima pubblicazione nel caso di opere di intrattenimento puro (ne importanti, ne vitali)
Ma e’ l’autore che deve potere decidere come licenziare la propria opera. (e non il detentore dei diritti di sfruttamento, che di solito e’ altri rispetto all’autore)
Ovviamente nel caso di una bellissima poesia mi basta buttarla sul mio blog e
in breve tempo sono famoso (avete mai visto un poeta ricco? A parte d’annunzio)
Nel caso di una realizzazione cinematografica o di una complessa ricerca scientifica
ho bisogno di fondi per trasferire l’opera MIA dalla carta alla realta’.
Per trovare tali fondi ho bisogno di un imprenditore (editore) che abbia un ricavo.
Ed anche qui: contrattualismo.
Invece di discettare su quale licenza ci debba essere tra l’autore ed il fruitore finale
(licenza che INEVITABILMENTE DEVE essere decisa dall’autore. Entro i limiti stabiliti.)
Dovremmo chiederci come passa la licenza tra l’autore e l’azienda (editore) che si e’ fatta carico dei costi
e come l’azienda editore si rifa (giustamente) dei costi caricandoli sull’acquirente (che non corrisponde al fruitore finale:
io potrei comprare un opera per regalarla.)
Il fruitore finale e’ diverso dall’acquirente.
Il primo accetta di stipulare un contratto direttamente con l’autore.
Il secondo con l’editore.
Guardate che il punto e’ IMHO questo.
ESISTONO DUE LINEE DI “MERCATO” DIVERSE.
una linea e’ quella del contratto tra autore e fruitore finale,
una e’ quella del contratto tra editore ed acquirente.
CHE PRODUCONO CONTRATTI DIVERSI, CHE PRODUCONO DIRITTI E GODIMENTI DIVERSI.
Esempio? Beh, se io mi compro il cofanetto originale DVD del signore dei carrelli,
edizione limitata, eccetera ad un prezzo che fa una rata di un mutuo,
ALLORA voglio potere provare a rivenderlo come rarita’ su ebay ad un prezzo pari a dieci rate del mutuo. E mio, lo ho pagato (pggi non e’ cosi. Ho solo pagato una licenza d’uso)
Come fruitore finale io non posso vendere quello che posso (secondo il volere dell’autore) vedere o sentire ma non ho acquistato
Il contratto tra l’autore ed il fruitore prevede una modalita’ di fruizione ma non un possesso.
Il contratto tra editore/laboratorio/azienda e l’acquirente prevede un possesso.
ovviamente prevede anche che tra me acquirente e editore ci sia un rapporto di fiducia.
Se io mi porto la videocamera al cinema per fare la copia a sbafo sono un male-educato, se me la porto
per fissare nella memoria un evento unico come un concerto o uno spettacolo teatrale allora sono un bene-educato.
salvaguardare l’unicita’ (a cui ho pagato per assistere) e’ un bene, fare una copia farlocca e’ sciocco.
Ma IMHO possiamo esprimere la cosa in maniera corretta (e quindi razionalizzare le ovvieta’ di cui tutti siamo consci
solo con una concezione contrattualistica piu’ complessa, dividendo diritti, doveri, investimenti e obblighi.)
Non credo che si possa affrontare la complessita’ di questo problema senza prima scinderlo in
parti piu’ “piccole” ma IMHO nodali.
28 Aug 08
6:42 pm
@ roberto capodieci
“acquistando un DVD originale e prestandolo a cinquanta amici che lo guarderanno, non viene commesso nessun reato”
Sbagliato. Commetti un reato. c’e’ scritto sul CD/DVD; “Sono rigorosamente vietati: (…) il prestito (…) di questo DVD o di parti di esso…”
Poi dice che uno si butta sul Partito Pirata :-)
29 Aug 08
1:56 am
Semplice e chiaro…..
29 Aug 08
10:20 am
@emmeesse
Tu scrivi:
<<“acquistando un DVD originale e prestandolo a cinquanta amici che lo guarderanno, non viene commesso nessun reato”
Sbagliato. Commetti un reato. c’e’ scritto sul CD/DVD; “Sono rigorosamente vietati: (…) il prestito (…) di questo DVD o di parti di esso…”>>
Bene, allora sai cosa? Ti faccio divieto di rispondere a questo post e di citare parti di esso in qualsivoglia contesto. Ogni violazione verrà perseguita nelle competenti sedi civili e penali.
:P
29 Aug 08
11:48 am
Signori carissiimi. A parte tutti i discorsi più o meno ideologici, il benaltrismo e quant’altro, suggerirei di riflettere su queste due cose:
1) se vi copiano un software senza che voi lo abbiate esplicitamente autorizzato, a voi girano le balle (e non dite il contrario, è cosi).
2) la pirateria è, in molti casi, un reato. Stop.
29 Aug 08
1:24 pm
@Fabrizio
1) hai ragione. Difatti se mi copiano un software (o una canzone) e’ stato fatto un plagio se io non ho dichiarato che “licenzio” gli altri a farne una copia (gratis o a scopo di lucro, dipende dalla licenza chi io autore ho scelto)
2)hai ragione: in molti casi la pirateria contravviene alla licenza originale e quindi diventa reato.
La soluzione e’ nel riconsiderare delle licenze che non siano vincolanti, permettano la diffusione secondo il volere dell’autore e siano riconosciute a livello giuridico/legale
JM2C
29 Aug 08
2:58 pm
Io rivedrei il concetto di diritto d’autore e copyright.
Se arrivi prima ad una “combinazione di parole” non vuol dire che, in un’altra parte del mondo, qualcuno non abbia fatto lo stesso.
Faccio l’esempio con una canzone: X la scrive, X la canta, X la incide, X la vende, Y lo prende in quel posto.
Io farei così: X e Y scrivono e cantano la stessa canzone, X e Y vengono pagati solo per i concerti (ossia quando “lavorano”), la canzone può essere diffusa gratuitamente in versione digitale (quindi non si guadagna più solo sulla proprietà intellettuale) oppure venduta dalla casa discografica (che pagherà una percentuale a X/Y) se è su un supporto fisico (pago solo quest’ultimo, in pratica).
29 Aug 08
4:34 pm
@ emmesse: non vivo in Italia, non immaginavo che in Italia fosse illegale anche prestare un CD di musica!! siete matti! Comunque questo non e’ vero in molte (credo tutte) le altre parti del mondo.
@ Fabrizio: concordo, ma il punto non e’ sostenere che la pirateria sia lecita, semplicemente che sombatterla nei termini in cui viene combattuta ora e’ una battaglia persa ed e’ un uso di energie che potrebbero andare verso una regolamentazione della distribuzione.
@ tutti: vi consiglio di leggere (anche se vecchio sempre attuale) Free Culture: http://www.free-culture.cc/freecontent/ GRATUITO se sapete l’inglese o a pagamento la traduzione in Italiano (l’ignoranza costa…)
29 Aug 08
4:38 pm
@Fabrizio
Il giramento di balle è indubbio. Che alcuni comportamenti “pirateschi” siano reato e che altri diano luogo a responsabilità civile e comportino sanzioni amministrative è altrettanto indubbio.
Che la singola duplicazione abusiva di un film sia equivalente al furto sia in termini di elementi costitutivi del reato, sia in termini di conseguenze economiche, è una castroneria.
29 Aug 08
6:55 pm
Non è neanche vero che tutte le opere d’ingegno non abbiano alle spalle grandi investimenti. Le opere cinematografiche, ma anche musicali e, perchè no, lo sviluppo di software complessi, necessitano di finanziamenti rilevanti, a fronte del pericolo di un flop commerciale sempre possibile (rischio d’impresa).
Dicevo che un sito come TPB sarà sempre illegale, perchè è l’impostazione filosofica, se la vogliamo chiamare così, che sta alle basi del comportamento degli animatori del gruppo che lo determina.
Ripeto che il copyright come lo conosciamo oggi è superato e sicuramente si evolverà in qualche nuova forma, ma sicuramente non scomparirà.
29 Aug 08
10:49 pm
@Roberto Capodieci
Non so dove vivi tu, ma a me risulta che il prestito di CD/DVD sia illegale in tutto il mondo ‘o quasi) controlla quello che c’e’ scritto sul retro del CD/DVD che hai acquistato.
@asdrubale.
Concordo, per questo che ho detto che il sistema va superato, ma per farlo bisogna spezzettarlo, formalizzarlo. Per garantire il giusto a tutti.
Infine, considerazione mia…
Io avevo esposto una mini-pseudo-teoria di come riformare il diritto:
Separazione delle licenze.
E’ cosi’ idiota da tacere su che e’ meglio ?
Ditemelo, cosi’ la faccio finita :-))
29 Aug 08
11:00 pm
@ tutti. Non prendetemi come un superficiale nè come uno sputasentenze. Ma la mia opinione è:
TPB:illegalità=L’hackingascopodidattico:codice penale
cioè, possiamo dire quello che vogliamo sul fatto che TPB non contenga files ma solo link, ma x la legge italiana, a mio parere è sufficiente. Spero di sbagliarmi ma dubito che in un’aula di tribunale riusciranno a difendersi.Infine, “Che la singola duplicazione abusiva di un film sia equivalente al furto sia in termini di elementi costitutivi del reato, sia in termini di conseguenze economiche, è una castroneria.” lo è dal punto di vista tecnico, ma rimane che comunque è un concetto illegale.
imho
30 Aug 08
1:39 am
@Fabrizio esaminiamo la cosa da questa prospettiva: TPB sta all’estero, così come i gestori, inoltre nessuno ha ancora dimostrato che il team di The Pirate Bay abbia commesso reati in Itali;, se ne deduce che la legislazione italiana e i tribunali italiani non hanno competenza. Faccio notare che l’oscuramento di TPB è avvenuto tramite provvedimento di sequestro preventivo, dello stesso tipo che ha colpito Colombo-BT, la fortuna è stata che i server di TPB non si sa dove sono esattamente, mentre quelli di Colombo erano in Croazia, sequestrare qualsiasi cosa situata all’estero senza passare per le rogatorie internazionali penso sia IMHO una violazione della sovranità territoriale di uno stato straniero e sono convinto che se i server fossero stati in altri stati, ad esempio in Svizzera, ora l’Italia si troverebbe a dover affrontare un caso diplomatico.
““Che la singola duplicazione abusiva di un film sia equivalente al furto sia in termini di elementi costitutivi del reato, sia in termini di conseguenze economiche, è una castroneria.” lo è dal punto di vista tecnico, ma rimane che comunque è un concetto illegale.” si ma i concetti legali si differenziano, e IMHO la pirateria benché illegale è diversa dal furto.
30 Aug 08
4:50 am
da “free culture”: …If, after Lyle Lovett (finally) releases a new album, rather than buying it, I go to Kazaa and find a free copy to take, that is very much like stealing a copy from Tower [Records]. But it is not quite stealing from Tower. After all, when I take a CD from Tower Records, Tower has one less CD to sell. And when I take a CD from Tower Records, I get a bit of plastic and a cover, and something to show on my shelves. (And, while we’re at it, we could also note that when I take a CD from Tower Records, the maximum fine that might be imposed on me, under California law, at least, is $1,000. According to the RIAA, by contrast, if I download a ten-song CD, I’m liable for $1,500,000 in damages.) The point is not that it is as neither side describes. The point is that it is both–both as the RIAA describes it and as Kazaa describes it. It is a chimera. And rather than simply denying what the other side asserts, we need to begin to think about how we should respond to this chimera. What rules should govern it? We could respond by simply pretending that it is not a chimera. We could, with the RIAA, decide that every act of file sharing should be a felony. We could prosecute families for millions of dollars in damages just because file sharing occurred on a family computer…
30 Aug 08
12:00 pm
@emmeesse
Veramente credi a quello che c’è scritto sul retro dei CD/DVD?
Non scherziamo per favore. Se bastasse un disclaimer per rendere un comportamento illegale, saremmo veramente messi male.
Senza neppure scomodare la tutela del consumatore e le clausole vessatorie, il problema viene risolto col c.d. “principio di assorbimento”, consolidato in ambito Comunitario e quindi ripreso anche nel nostro ordinamento nella L. 633/41. Nella sua accezione più rigida, il principio di esaurimento comporta che, al momento della prima vendita di una copia di un’opera protetta, il titolare del diritto perde il controllo sulla successiva distribuzione di detta copia se essa è stata venduta dal titolare direttamente o da terzi con il suo consenso.
Il principio di esaurimento è contenuto nell’art. 17, comma 2, della L. 633/41, anche se con una particolarità. La norma infatti recita:
<<2. Il diritto di distribuzione dell’originale o di copie dell’opera non si esaurisce nella Comunità europea, se non nel caso in cui la prima vendita o il primo atto di trasferimento della proprietà nella Comunità sia effettuato dal titolare del diritto o con il suo consenso.>>
E qui ci sarebbe da fare un discorso sull’acquisto di copie di opere protette, che so, dagli USA, non destinate alla diffusione in Italia (esempio i DVD regione 1).
Il principio è ulteriormente delimitato dal comma successivo:
<<3. Quanto disposto dal comma 2 non si applica alla messa a disposizione del pubblico di opere in modo che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente, anche nel caso in cui sia consentita la realizzazione di copie dell’opera.>>
In sostanza, ad esempio, se scarico una canzone da iTune, il principio di esaurimento non opera.
Una particolare limitazione è contenuta nell’art. 64bis in materia di programmi per elaboratore: il principio di esaurimento non pregiudica il diritto del titolare di “controllare l’ulteriore locazione del programma o di una copia dello stesso.”
Se, poi, consideriamo il problema delle clausole vessatorie e della tutela del consumatore, capirai perché quei bei disclaimer sul retro delle custodie dei DVD siano solo aria fritta.
31 Aug 08
1:59 am
@lorenzodes: ecco, mi sembrava strano…. grazie della chiarificazione, che cominciavo a preoccuparmi di quanto mi diceva emmeesse… ma sai, dalle leggi italiane mi aspetto di tutto!
02 Sep 08
2:28 am
[...] questa tesi non sono affatto d’accordo. Fermo restando che le major hanno scassato i maroni e dovranno [...]
02 Sep 08
1:47 pm
[...] shannarah: Trovo questa immagine abbastanza suggestiva e, digitalmente parlando, tremendamente efficace per spiegare la differenza tra Pirateria e Furto. Tanto da ricrearne una versione in italiano che trovate qui sotto e che, se volete, … [...]
02 Sep 08
2:59 pm
Credo che questo non lo capiranno mai le major…