Qualcuno mi ha chiesto perché scrivo sul Punto informatico.
Per poter scrivere cose come questa:


Scrivo l’articolo dall’aeroporto di Bari, alla disperata ricerca di una presa di corrente. Sto per tornare a Milano dopo una giornata di lavoro, quella di ieri a Trani, come relatore al Congresso del Lions dal tema importante “Dignità e Diritti dei Minori: Abusi di Internet e Psicofarmaci” a cui sono intervenuto.
Non sono membro Lions e non ho alcun tipo di affiliazione, ed oltretutto nel mio intervento sulla censura in italia sono stato estremamente critico contro l’efficacia delle misure di censura nei confronti della lotta alla pedopornografia.

Nulla quindi di nuovo, parrebbe. Da un lato la “Grande Paura” di Internet e dall’altra la costante preoccupazione per il controllo. Ma questa volta forse ho imparato qualcosa io nel modo di comunicare i problemi di Internet e Censura.

Chiaramente le mie idee al limite dell’anarchia per quanto riguarda la neutralità della rete e la intrinseca libertà delle informazioni in essa contenute ben poco si conformano alla morale di protezionismo di chi ritrova come acronimo della propria associazione “Liberty Intelligence Our Nation Safety” ma questa volta invece di scontrarmi a muso duro (duro e puro come al solito) ho cercato di comprendere come mai persone di ceto sociale mediamente alto, tutte di cultura universitaria almeno e di spiccata indole verso le libertà personali si trovasse d’accordo con una configurazione normativa di Stato di Polizia come quella vigente oggi nel mondo italiano della rete per quanto riguarda i temi scottanti di Pedofilia e PedoPornografia. Non mi sembrava semplicemente possibile e ho cercato di capire ragioni e sentimenti.

Il quadro che ne è emerso, dopo ore ed ore di discorsi e di confronti, sul sagrato della Cattedrale che ospitava il convegno (e vi assicuro che parlare in una cattedrale è un’esperienza sconvolgente, soprattutto in quella sul mare di Trani) oppure a cena o ancora sulla strada dell’albergo mi ha aperto nuovi orizzonti che spero di utilizzare nella divulgazione di questo strano animale che Internet.

Il concetto di base per l’adozione di norme e sistemi di controllo è lo stesso che viene mutuato dalla televisione pubblica: le fasce protette e la sicurezza che al minore sia consentita una navigazione sicura quando si trova da solo di fronte al monitor. Nell’ottica dei Lions, ma a questo punto direi nell’ottica di moltissimi, compreso forse il legislatore, non si tratta di bloccare o di fermare, quanto di prevenire e rendere sicuro. La paura è quella dei siti che possono contenere immagini scioccanti, quella dei pedofili che usano le chat per adescare, quella dell’incitamento all’utilizzo di sostanze stupefacenti o dell’incitamento a pratiche dannose o letali. E la cura è la censura del privato genitore (tramite prodotti di patrolling, come NetNanny) mentre si auspica quella diretta del legislatore (censura a livello DNS o IP).
E l’intangibilità di Internet, la sua vastità e la sua poca conoscenza amplifica incredibilmente i pericoli percepiti, travolgendo tutti in una sorta di “Phobia 2.0″, di “Terrore Web”, di “Apocalisse Digitale Cosmica Di Perdizione Totale Del Minore”.

Ho imparato diversi anni fa che la cura per prevenire la paura non è la rassicurazione totale e generale. Non serve a nulla dire ad una persona terrorizzata dagli ascensori (non c’è nulla di autoreferenziale, OK?!?) una frase come “tanto cosa vuoi che accada”. Lui/lei sa benissimo “cosa vuole che accada” e vede decine se non centinaia di scenari apocalittici.
Serve, invece, ridimensionare il rischio, magari paragonandolo ad altre cose. Serve sapere quanti ascensori all’anno nel mondo rimangono incastrati (veramente pochi), che esiste un secondo cavo di emergenza se il primo si dovesse rompere (a volte anche tre) e forse anche sapere che muoiono più persone al mondo per soffocamento con una lisca di pesce che non per incidenti legati agli ascensori (e qui male che vada si smette di mangiare pesce…). Oppure dire che i morti che rotolano dalle scale sono più numerosi di quelli sugli ascensori, facendo così capire che addirittura l’elevatore potrebbe essere un mezzo sin più sicuro della sua controparte statica.

E allora ho provato a modificare le mie argomentazioni e spiegare taluni concetti. Sono partito dicendo che software come NetNanny sono aggirabili in pochissimi minuti utilizzando termini dialettali per le stesse parti anatomiche, ma ho trovato una barriera ideologica che mi diceva semplicemente “trovate nuove soluzioni migliori”. Poi ho avuto l’illuminazione.

Ho spiegato ai miei interlocutori che in vent’anni di vita sul web ho consultato centinaia di siti sulle sostanze psicotrope per informarmi, ma che era sempre e solo nella vita reale che qualcuno mi aveva offerto di acquistare le stesse sostanze. Ho spiegato che sono stato invischiato in centinaia di flame war su Internet, con insulti e minacce a gogo ma che nella realtà dei fatti le uniche volte in cui sono tornato a casa più o meno gravemente ammaccato sono state nelle varie discoteche e nei vari pub, per cose successe nella vita reale. Ho provato a spiegare che benché ricercando su Internet si può trovare della violenza gratuita questa ci viene propinata in dosi sicuramente maggiori nel telegiornale serale o nel film in prima serata. Ho raccontato di come la chat su Internet mi ha aiutato in periodi in cui non volevo parlare come Matteo e di come in tutti i casi di adescamento che conosco il tutto si sia svolto nella vita reale, in un Sabato pomeriggio come tanti altri.
Ho spiegato che hanno paura di Internet ma che il cellulare offre gli stessi pericoli ma hanno imparato ad accettarne l’uso, badando semplicemente ad ignorare le telefonate sgradite. O a cambiare numero come si può cambiare una mail.

Infine mi sono addentrato nelle paure della Pedofilia e dei contenuti di quel tipo, chiedendo cosa credevano sarebbe successo se mai loro figlio tredicenne si fosse imbattuto in contenuti pornografici di ragazzi/bambini della sua età. Cosa pensate, che di certe cose non discuta coi coetanei?

Ho spiegato loro che tutti i minorenni hanno sfogliato Playboy o peggio. E che nessuno è divenuto un maniaco per questo motivo. Altre cause, altri contesti, non certo uno sporadico contatto con un contenuto che può interessare (ed allora lo si ricercherebbe anche senza Internet), può non interessare o addirittura, ancora ricordo i miei 12 o 13 anni e taluni compagni, addirittura schifare ;)

E, sopra a tutto, ho spiegato che ciò che mi ha difeso negli esordi di Internet, quello che mi ha fatto da scudo di fronte a contenuti rivoltanti o sconvolgenti, la mia barriera contro l’utilizzo di droghe o la deviazione non è stato un filtro internet o una rete blindata, ma l’educazione e la morale che ho ricevuto dai miei genitori e dai miei educatori o insegnanti. Ed un pizzico di intelligenza e di senso critico.

Non si può volere una rete sicura a priori perché il genitore non ha tempo da passare con il figlio per provvedere alla sua formazione morale. Non si può volere una rete sicura perché deve divenire, come il televisore in fascia protetta, una sorta di babysitter davanti a cui parcheggiare il pargolo per interminabili ore sicuri che “non vede niente di male, eh!”. Non si può.

Internet è una fonte di informazioni, un mondo, un ecosistema. Non è differente dalla vita reale, è solamente più agevole in quel contesto pubblicare e ritrovare informazioni che nella vita reale sarebbero comunque rintracciabili e pubblicabili.

Internet obbliga a crescere per essere usufruita ed invece di pensare al manualetto edito dalla Polizia Postale sui rischi di Internet e su come utilizzarlo in modo sicuro, responsabile e blindato voglio vedere un manuale del Ministero della Salute che insegna a fare i genitori.

Sia chiaro, non ritengo necessario nessuno dei due, intendo solo fare comprendere che dinamiche e pericoli di Internet non sono difformi dalla vita reale, non sono differenti e devono essere trattati nello stesso modo: parlando e spiegando. Non si può lasciare che la televisione, Internet, Dio, il Furby siano la fonte di informazione e di educazione di un bimbo/ragazzino che probabilmente ha solo necessità di una cosa: qualcuno che gli spieghi come funzionano le cose e la vita. Che sia un genitore o lo stato, che sia un educatore o un parente o un amico, non ha importanza.

E a questo punto, vedendo le facce dei presenti scure ma annuenti ho capito che, forse, per una volta ero riuscito a esprimere un concetto che sono anni che cerco di formulare.

Non si protegge un bambino dalla vita, gli si insegna ad comprenderla e affrontarla.

Non si protegge un bambino da Internet: gli si insegna a comprenderla ed affrontarla.

estote parati.

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24 commenti presenti.

  1. mizi
    06 Apr 08
    11:36 pm

    Ottimo! E’ da tempo che dico le stesse cose ai miei interlocutori (non così blasonati), ma sei riuscito a sintetizzarle ottimamente in questo articolo che farò girare volentieri.

  2. Clockwise
    06 Apr 08
    11:46 pm

    Se avessi un cappello, me lo leverei innanzi a tante argomentazioni corrette.
    In molti posti, nella rete, ho discusso di questi stessi argomenti adducendo le medesime ragioni da te perfettamente espresse.
    E purtroppo devo convenire con te che questa impostazione ideologica nei confronti della sicurezza nella rete, non è di alcuni, ma ahimè di molti, moltissimi, quasi tutti.
    Porterò questo articolo come riferimento per tutti coloro che hanno ancora le idee confuse in merito (e son parecchi, e li trovo quotidianamente), nella speranza che leggendolo capiscano come realmente funzionano le cose, perchè hai espresso il tutto con grande razionalità ed efficacia!
    Grazie.
    … e bravo, ma quello era sottinteso! ;-)

  3. Rebus
    06 Apr 08
    11:50 pm

    Quando parlo di quaesti argomenti in qualche conferenza o incontro con genitori o insegnanti, uso un paragone simile alla tua chiusura:
    se hai una piscina in giardino e non vuoi che il bimbo si avvicini perchè potrebbe affogare, puoi impedirgli di avvicinarsi, sorvegliarlo, metterci una recinzione, le videocamere, i sensori, le guardie armate…
    Oppure puoi insegnargli a nuotare :-)
    Anche perchè tanto, prima o poi, troverà il modo di aggirare la sorveglianza, oppure scoprirà la piscina del vicino… ;-)

  4. Superlativo, come sempre. Ma per dire la mia sulla questione… userò un trackback: troppo <em>”lunga”</em> per discuterne qui! ;)

  5. Beppone
    07 Apr 08
    8:53 am

    clap clap clap.
    Esauriente e completo.
    Grazie

  6. Miguel
    07 Apr 08
    9:42 am

    Stra-d’accordo. E secondo me questo è uno di quegli articoli che ancora maggiormente fanno di te un “esperto in sicurezza”, perchè non solo ti preoccupi dei problemi tecnici, ma ti sei approcciato anche socialmente con alcuni problemi che non possono (e non devono) rimanere soltanto tecnici!

  7. >Non si protegge un bambino dalla vita, gli si insegna ad comprenderla e affrontarla.
    >Non si protegge un bambino da Internet: gli si insegna a comprenderla ed affrontarla.

    Sono totalmente d’accordo. Il mondo esiste con tutti i suoi pericoli e mali, ma l’unica strada utile da percorrere è crescere dei figli che abbiano testa e senso critico e stima di sè per gestire la vita. Altrimenti, appena li si fa uscire dalla loro bolla di cristallo, si rompono.

  8. Sticky©
    07 Apr 08
    11:17 am

    Molto semplicemente quelle persone vogliono che Internet venga controllato esattamente come avviene con la tv e le fasce orarie protette, con tutta l’ ipocrisia che ne consegue.

  9. orsomannaro
    07 Apr 08
    11:21 am

    > come il televisore in fascia protetta, una sorta di
    > babysitter davanti a cui parcheggiare il pargolo
    > per interminabili ore sicuri che “non vede niente
    > di male, eh!”

    ho una moglie ed una sorella che si occupano entrambe di pedagogia e proprio in questi ultimi tempi ho avuto modo di approfondire - dopo aver assistito ad uno incontro tenuto dalla seconda - alcune questioni sulla cosiddetta “TV dei bambini”: beh, anche senza bisogno dell’analisi di un esperto/, la sola osservazione dei dati relativi a programmi ed annesse pubblicita’ (quantita’, sequenza, tipo e forma del messaggio) non possono che farti pensar male, anche cercando di leggeri con la mente scevra da preconcetti.
    Se poi qualcuno del mestiere ti spiega anche il perche’ i tuletubbis parlano in quel modo o ti fa notare la differenza tra i messaggi trasmessi dalle storie dei vecchi e dei nuovi cartoni animati… (ho visto alcune immagini di Winx, Witch e Sailor moon: non sono bigotto ma certo trasmettono qualcosa di diverso da Candy Candy, Heidi o Anna da capelli rossi, senza parlare degli stereotipi presentati dai personaggi).
    Senza bisogno di gridare al lupo, credo ci voglia poco a convincersi che se i marketingari riescono a condizionale la testa di un adulto hanno gioco ancor piu’ facile con quella di un bimbo, col vantaggio che i genitori si fidano perche’ tutti sanno che la fascia e’ protetta ed i programmi sono tutti educativi.

  10. necosi
    07 Apr 08
    11:25 am

    mi sei piaciuto a sto giro…
    pero’ rispondi alle mail che ti mando ok? :)

  11. Bel post e belle argomentazioni, sono contento che ora grazie a ciò che hai detto ci sia almeno qualcun’altro più consapevole su come funziona internet e sul fatto che non si può bloccarne l’uso ma bisogna farne un uso più consapevole, in primis da parte loro, poi insegnandolo ai figli.

  12. Ciao Matteo,
    leggendo il tuo articolo mi è venuto in mente quanto è stato detto durante la famosa trasmissione di Porta a Porta, in cui Vespa denigrava Internet… … costui, forse non ha letto il capolavoro di Karl Popper http://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Popper
    “Cattiva Maestra Televisione” o, se lo ha letto, non ne ha compreso il fine.

    Popper, aveva individuato la necessità di dotare di un “patentino etico” tutte le persone coinvolte nella produzione di programmi televisivi, dal cameramen al registra e, ovviamente, tutti i presentatori televisivi…… prima di guardare al nuovo (internet), bisognerebbe capire il vecchio (TV), per poter agire in modo sereno e consapevole.

    Ottimo lavoro!

    Luca

    “Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto”
    Karl R. Popper

  13. emmeesse
    07 Apr 08
    1:38 pm

    Ottimo intervento.
    Io resto sintonizzato.

    A proposito, ignoravo che tu stessi male.
    Auguri

  14. carontex
    07 Apr 08
    5:13 pm

    Ben scritto e soprattutto senza peli sulla lingua. Un ottimo pezzo che sarebbe bello se venisse letto dai tanti “moralisti 2.0″ che infettano il pianeta.

    quote:
    “…se hai una piscina in giardino e non vuoi che il bimbo si avvicini perchè potrebbe affogare, puoi impedirgli di avvicinarsi, sorvegliarlo, metterci una recinzione, le videocamere, i sensori, le guardie armate…
    Oppure puoi insegnargli a nuotare :-)…”

    non fa una piega! ;)

  15. Il Beppe
    07 Apr 08
    5:15 pm

    Grande articolo, finalmente si comincia a discutere di questi ‘famosi’ filtri, aggirabili come le fasce protette della TV (quanti adolescenti hanno il televisore in camera?) basta con la storia che internet è il male e quello che non piace va oscurato. I ragazzi vanno accompagnati sul web come vanno accompagnati a scuola quando sono piccoli, come andrebbe accompagnati davanti alla televisione, ne più ne meno. Solo quando saranno cresciuti, avranno l’esperienza e le conoscenze, potranno spiccare il volo e andare da soli a scuola, in discoteca, sul web…e perchè no, anche in piscina come diceva Rebus.

  16. andynaz
    07 Apr 08
    5:45 pm

    ottime argomentazioni: chiere e perfettamente espresse!! penso proprio che alla prossima discussione con chiunque le tirerò in ballo :)

  17. sberla54
    07 Apr 08
    7:36 pm

    Davvero molto saggio! Anche io la penso alla stessa maniera….speriamo che col passare del tempo questa idea si diffonda…

  18. iscritto lista CSIG
    07 Apr 08
    9:36 pm

    Bell’articolo. La prossima volta però che vieni dalle nostre parti informaci in lista.
    Grazie anche per la segnalazione della falla di sicurezza sul nuovo sito.
    G.C.

  19. Ho usato alcune parti del tuo articolo sul mio blog. Grazie mille

    Luigi

  20. [...] limite del basito dopo l’incontro di Trani mi ritrovo nella casella mail dello spam proveniente direttamente da una associazione che ha [...]

  21. catepol
    10 Apr 08
    10:53 pm

    Grande! Ottimo post, immagino superlativo intervento. Chiaro, diretto, immediato. Che va al nocciolo della questione. Occorre insegnare a non aver paura, occorre insegnare ad utilizzare lo strumento internet. Occorre far capire, occorre prevenire. Occorre diffondere conoscenze (le nostre, di chi ne sa di più di internet), occorre far vedere, far capire.
    Grande.
    I bambini devono comprendere e affrontare! Bravissimo. Tanto di cappello. E’ così.

  22. gigicogo
    10 Apr 08
    10:59 pm

    Bravo Matteo,
    Semplice, divulgativo e intelligente.

  23. Genky
    11 Apr 08
    11:12 am

    complimenti !
    (spero sarà nel prossimo video)

  24. [...] limite del basito dopo l’incontro di Trani mi ritrovo nella casella mail dello spam proveniente direttamente da una associazione che ha [...]

Esperto di Sicurezza sembra pretenzioso... Uffa! Diciamo allora piccolo blog di intrattenimento di Matteo G.P. Flora (aka LK) sperduto passeggero della rete, poeta, (poco) santo, e navigatore... E se proprio siete curiosi...