Silvio Berlusconi, le intercettazioni e la privacy di quando ci fa comodo
20/12/2007
Ho scritto tanto tempo fa come bloccare con la privacy chi ci spamma e ho anche parlato di tanto metodi di protezione. Si sa che sono “paranoico per definizione” e che quindi taluni argomenti mi stanno cari.
A scanso di equivoci metto in primo piano che sono un elettore di destra. Lo dico così, per farlo capire e per non nascondermi dietro le dita di una mano. Sono un elettore di destra che non ha esitato a sputtanare Rivotiamo.it, come farei con qualunque altra baggianata. Sono un elettore di destra non asservito ma sveglio.
E’ ovvio che quando oggi è apparsa la notizia delle intercettazioni di Berlusconi mi sia precipitato ad ascoltare. E’ ovvio che le abbia accolte un po’ con sdegno un po’ con tristezza, e che abbia pensato al fuoco di file che sarebbe risultato.
Ma alla fine dela fiera mi sono fermato. A riflettere sulla Privacy.
Già, perché la invochiamo per i motivi più futili dell’universo, per le piccole cose e per le grandi cose. Ma qui parliamo di una intercettazione (le cui modalità sono stabilite nel CPP) che è finita in prima pagine di un quotidiano. O qualcosa che ci assomiglia, lasciatemelo dire.
Già, perché si sente forte il sentore che in quasi compagna elettorale le accuse non servano più o non siano sufficienti, e che allora si ricorra direttamente alla pubblicazione di materiale che dovrebbe rimanere riservato.
Certo, è un politico, certo, ha fatto decisamente una castronata (e forse più di una), ma come vi sentireste al suo posto se la vostra privacy fosse schiaffata in un portale web da milioni di visitatori?
Mi dicono che il peggiore pericolo della democrazia sia l’adottare due pesi e due misure, e in questo caso sono sicuramente d’accordo. Perché pubblicare tutto? Perché farlo contro alle norme? Perché tutto questo se non per bieco attacco politico alla parte avversa del Gruppo Editoriale?
Poi, per la carità di Dio, non sitamo sicuramente parlando di un Santo, probabilmente tutt’altro. Ma parafrasando un famoso detto:
Ti sbatterei in galera fino alla morte, ma mi batterò fino alla morte perché tu abbia un giusto processo, una giusta difesa e perchè i tuoi diritti siano tutelati come quelli di qualunque altro cittadino.
E non tiratemi fuori il discorso “sì, però lui…”. E’ un discorso stupido, gretto e che non ha nulla a che fare con la democrazia.
Sono sicuro che quando eravate piccoli la mamma vi ha sicuramente detto, almeno una volta, “E se lui si butta nel pozzo cosa fai? Lo segui?”.
Più Privacy. Per tutti.
UPDATE: “Un Attacco Criminale alla Privacy”, ha detto Berlusconi. Chi l’avrebe mai detto che avrei trovato una frase con cui essere perfettamente d’accordo?
Ci sono 27 commenti per questo articolo: