Introduzione al Marketing Cooperativo: il CoopAds Network
Chiunque abbia mai scritto un blog si sarà presto o tardi trovato ad affrontare il problema della promozione pubblicitaria della sua piccola realtà.
Irrimediabilmente, lo abbiamo fatto tutti, si sarà trovato di fronte alle differenti strategie del settore che, alla fine della fiera, si riducono in:
- Programmi di Affiliazione (Zanox, TradeDoubler…)
- Programmi di CPC (AdBrite, TextLinkAds)
- I Servizi di Review (ReviweMe)
- …e l’onipresente Google AdSense
I primi due programmi richiedono, ovviamente, un costante lavoro di followup e di aggiornamento, oltre ad un preciso monitoraggio e soprattutto una precisa strategia di pubblicazione. Sono perfetti per i siti web “a tema” o per chi scrive un singolo post con altissimo ranking proprio per promuovere un determinato prodotto o servizio.
I servizi di Review hanno la particolarità di essere percepiti da molti (in genere io sono uno di questi) come una sorta di imbroglio verso i propri lettori, anche se si tratta di una review con tanto di disclaimer della cosa.
Questo processo fa in modo che la stragrande maggioranza dei blogger (e non solo) siano irrimediabilente legati alla piattaforma di AdSense che, nel bene e nel male, da la possibilità di avere piccoli guadagni con una difficoltà di utilizzo prossima allo zero e sorpattutto senza alcun tipo di necessita di followup.
Certo, questo si riduce, nella realtà dei fatti, ad avere una revenue di modestissima entità, che raramente supera i 30 cents per click e che porta non già ad un guadagno vero e proprio ma ad una sorta di compensazione delle spese sostenute per la gestione del sito web e dei costi fissi come possono essere hosting, tempi di restyle e POC’altro.
Troppo piccoli per camminare da soli
La cosa da tenere presente in questa mia piccola analisi che Google non guadagna MAI 30 centesimi a click, ma una cifra nettamente superiore che per definizione fa si che possano rilasciare “le briciole” al publisher. La quota richiesta, infatti, ad un inserzionista per singolo click supera **di gran lunga **quella pagata all’utente, talvolta sfiorano le 10 volte nette il controvalore ricevuto.
Ma, ovviamente, nessuno di noi piccoli blogger è in grado (salvo rarità) di generare abbastanza traffico per essere **un bersaglio appetibile **per gli inserzionisti, una realtà, cioè, in grado di **vendere direttamente **pubblicità e di generare utili “saltando” il ruolo di prezzolato intermediario di Google.
Alcune realtà si sono adattate a questa tipologia di scenario costituendo non più blog singoli ma** network di blog** sotto una unica “egida” o guida, che in questo modo riescono ad accorpare abbastanza pageview e click giornalieri da potere intraprendere un percorso promozionale di tutti rispetto.
Queste realtà, però, hanno la difficoltà (e l’inapplicabilità, a volte) di essere discrete egemonie sotto una comune realtà: non è possibile, infatti, per i singoli blogger aggregarsi alla struttura senza rinunciare ad una personale identità e senza uniformarsi ad una comune linea e guida editoriale.
Personalmente trovo questa via inaccettabile per un blog come LastKnight.com e tra i vari progetti e le** varie idee sono mesi che ipotizzo un percorso differente che mi piacerebbe condividere con quanti di voi lo trovassero interessante: è un progetto cooperativo, è un progetto di e-democracy e-meritocracy e, soprattutto, è un piacevole esercizio di **privilege escalation verso una lobby, quella pubblicitaria, che forse è giusto venga una volta tanto “lobbata” a sua volta =].
Seguitemi nei miei vaneggiamenti per qualche minuto e vi assicura una interessante alternativa :)
Introduzione al Marketing Cooperativo
Voglio riuscire a creare un sistema economico etico che si basi su una serie di assiomi:
- [Assioma 1] La mia identità innanzitutto!
Il sistema a cui mi affido per il marketing** non deve chiedermi** di variare la mia “linea editoriale” o la mia grafica. Non deve chiedermi di “aderire” ad una uniformazione di alcun tipo. Paradossalmente non dovrebbe chiedermi nemmeno di mostrare qualunque cosa che faccia capo alla mia associazione. - [Assioma 2] Voglio poter guadagnare di più
Se aderisco ad una qualsiasi iniziativa il mio obiettivo è di** guadagnare di più **di quanto non faccio attualmente. Non voglio lavorare gratuitamente **e non voglio in alcun modo regalare spazi gratuiti. Posso scegliere, a mio giudizio, di accontentarmi anche di un corrispettivo **inferiore, ma solo con un considerevole aumento della eticità. - [Assioma 3] Io guadagno più del sistema
Sono stufo di dare il massimo corrispettivo a chi gestisce il servizio e di prendere le briciole! Voglio poter, per una volta nella vita, guadagnare di più di chi gestisce la baracca. Non è pensabile che chi attacca quadri in casa mia guadagni più di me che alla fine offro i muri e la mia casa. - [Assioma 4] Voglio sentirmi uguale agli altri
Non voglio mille scaglioni **e non voglio **sentirmi inferiore ad un altro socio solo perché lui ha spazi differenti e/o più prestigiosi. Se dobbiamo guadagnare dobbiamo guadagnare come delle cooperative: ciascuno per il lavoro che svolge. - [Assioma 5] Non voglio divermi dovermi preoccupare di nulla
Quello che funziona di AdSense è che mi consente di avere** zero grattacapi** e non necessita manutenzione alcuna. Voglio che la nuova realtà abbia le stesse caratteristiche.
Mi sembrano assiomi sufficienti ad iniziare un ragionamento compiuto e soprattutto mi sembrano condizioni corrette per poter iniziare a ragionare in un modo differente dal passato: il valore del marketing sta nello spazio che lo ospita e, soprattutto, se gli spazi sono abbastanza vasti il Marketing stesso è OBBLIGATO a utilizzare i miei canali.
Alla fine di tutta la fiera il panorama blog italiano è una risorsa preziosa ed è, nemmeno a dirlo, fatta dai blogger italiani. Perchè, allora, la comunicazione su un canale tanto importante e tanto autodeterminato come la blogosfera è gestito da Google? Perché lasciamo la nostra “potenza” di decision maker e, soprattutto, di trend setter a chi non fa parte della nostra comunità e lucra paurosamente su di NOI dandoci in cambio briciole dei guadagni?
Semplice: perché non abbiamo scelta.
Bene :) Io darò a voi** la scelta che a me non fu data** (ho scritto pagine su pagine di appunti, lasciatemi almeno qualche citazione e battuta…)
Come si crea una Lobby: il CoopAds Network
Abbiamo un mercato importante (Grillo lo ha dimostrato) e soprattutto siamo una realtà in continua ascesa di popolarità: l’unico motivo per cui siamo trattati così male come publisher è che ciascuno di noi non è altro che una apina nel mercato del web. Ciascuno di noi movimenta piccole masse (LastKnight.com ha dai 700 ai 3000 unique visitors al giorno, che commercialmente non sono nulla), ma tante apine insieme fanno ovviamente un alveare pronto a colpire e compatto (ok, come metafora fa schifo, ma accontentatevi…).
Come funziona il gioco del** Marketing Cooperativo**? Come una vera cooperativa:
- Ciascuno il suo
Ciscun aderente offre spazi banner sul suo blog o sito web che finiscono in un “calderone**” cooperativo tracciato da un ad-server installato dal gestore della Cooperativa (OpenAds è perfetto allo scopo). Questo viene incontro agli Assiomi 1** e 5. - Non è necessario avere l’esclusiva
Ciascuno può esporre banner di qualunque inserzionista insieme a quelli di CoopAds Network (e va bene, abbiamo coniato un neologismo! Mamma, mamma, guardami, ho coniato un meme!). Questo viene incontro agli Assiomi 3 e 2. - Gli utili sono divisi equamente
Già. Gli utili di TUTTO IL NETWORK sono divisi solo ed esclusivamente per CPC. Non importa il CPC singolo, non importa la predominanza di un Ad su di un altro. Quello che importa è il** volume totale** della cooperativa. Se alla fine del mese il network CoopAds ha guadagnato 1000 euro, calcolato il totale dei click del network a Pippo con i sui 500 click andranno 500 euro, a Pluto con i suoi 200 click andranno 200 euro e così via. Questo viene incontro agli** Assiomi 3** e 4. - Bassi costi di esercizio
Alla gestione della piattaforma va il 10% del volume di affari. Che significa che la piattaforma per i primi mesi sarò in ultraperdita :). Questo viene incontro all’Assioma 3. - Introduciamo l’Advertising Broker
Introduciamo una figura che sarà responsabile delle vendite dell’INTERO network e che verrà pagata a percentuale. Secondo Assioma 5 questo darà la possibilità al publisher di non doversi preoccupare di nulla e secondo** Assioma 3** se il 10% del volume è dato al Gestore il Broker non potrà guadagnare più del 20% del fatturato. Questo lascia il 60% netto dei guadagni in mano all’inserzionista.
Ma nella pratica, come funziona il CoopAds (se è un meme va reiterato!)?
Facciamo un esempio concreto: LastKnight.com decide di aderire al Network e mette a disposizione una serie di spazi banner. Il Network gli rilascia un codice univoco da accludere alle pagine per il tracciameno e LastKnight è in grado di monitorare le sue conversioni in tempo reale.
L’Advertising Broker si metterà in moto per vendere i banner nel Network e anche su LastKnight.com, calcolando che dovrà spuntare il guadagno migliore per poter a fine mese guadagnare la percentuale migliore. La carica di Broker non è vitalizia ed è slegata dal Gestore del Sistema: il Broker può essere sostituito ogni tre mesi se non raggiunge obiettivi prefissati (vedremo poi in che modo).
A fine mese LastKnight.com avrà generato 20 click, mentre il network, in totale, ne avrà generati 10.000. L’utile netto del Network sarà di, supponiamo, 7.000 euro che verranno così ripartiti:
- 4.900 euro da distribuire ai soci di CoopAds
- 700 euro al Network
- 1400 euro al Network Broker
- …e **9,8 **euro a LastKnight, equivalenti di 4900 euro totali diviso il numero di click (10000) moltiplicato per 20
Ovviamente in questo esempio chi guadagna la massima parte è l’Advertising Broker che quindi ha tutto l’interesse possibile a vendere efficacemente i suoi Asset. Tanto maggiore è la vendita, tanto maggiore è il suo introito e, soprattutto, questo lo convincerà a lavorare full-time per il progetto invece di dedicarsi ad altre attività.
E che dire di LastKnight.com? Beh, a fronte di una vendita di CPC che alla fina è stata di** 0,7 euro a click (10000 click per 7000 euro totali) ne ha ricevuti 0,49 a click**, il 70%,molto più di quello che avrebbe ricevuto da AdSense nella stessa situazione.
CoopAds, la repubblica che sceglie il Broker
Ma in tutta questa scena l’attore che sembra guadagnare di più sembra proprio essere il Broker. Chi ci garantisce che il Broker non venda la nostra pubblicità a qualcuno per una cifra ridicola e si intaschi magari una lauta “mancia” dall’inserzionista che in questo modo ha avuto un vantaggio d’eccezione?
Semplice: il Broker è ELETTO trimestralmente.
Alla fine del trimestre** altri Broker** hanno la possibilità di proporsi con un programma per il trimestre e non è certo il Network che sceglie il nuovo broker ma, invece, i singoli soci, ciascuno per la sua quota societaria. Quota Societaria!?!? Sì, poiché** ciascuno voterà** con un numero di voti pari alla somma dei click generati nel trimestre precedente.
Ciascun inserzionista, infatti, conta nel Network tanto quanti sono** i click che riesce a produrre** ed è quindi corretto che in un contesto democratico meritocratico ciascuno voti a seconda di quanto è utile alla collettività stessa.
Il Gestore del Network, in questo caso, ha un potere di voto pari** al 10% dei voti complessivi**. In altre parole, facendo ancora due conti:
- Nel trimestre il network ha generato** 35.000 clicks. I voti totali saranno quindi 35.000 più 7.500** del Gestore del Network, per un totale di 42.500 voti.
- LastKnight.com ha generato 20 click il primo mese, ma 700 il secondo e 600 il terzo. Potrà quindi votare con 1.320 voti effettivi.
Il cambio di Broker non è automatico e se nessuno si propone si può anche mantenerlo sino a data da destinarsi. Quando il Broker 2 si propone (con una richiesta scritta e la specifica dei suoi obiettivi e contatti) si bandisce la votazione e vincerà tra i due* (o più)* contendenti il broker che avrà acquisito il maggior numero di voti.
Sì, ma funziona?
Questa è la domanda che vi state ponendo, e non vi nascondo che è la medesima che mi sto ponendo anche io. Credo che sia una sorta di scommessa la cui percentuale di riuscita dipende unicamente dalla quantità dei presenti e, soprattutto, da quanto questi credano nel CoopAds Network stesso.
Come vedere se è una idea balzana o meno? Beh, un primo passo potrebbe essere quello di capire quale forza di banner possiamo movimentare, così da avere i parametri di contrattazione che possano portarci a valutare attentamente il potere commerciale che riusciamo a muovere.
Come procedere? Io proporrei una sperimentazione:
- Ciascuno di noi fa domanda di inserimento al Network.
La domanda deve contenere
- Il nome e l’URL del Sito web.
- L’indicazione di massima delle PageView e degli Unique Visitors mensili (non indispensabile, il tool li determina)
- Un banner 468×60 da aggiungere al Network ed il relativo link.
- La disponibilità ad ospitare un banner 468×60
- Eventualmente è possibile aderire con multiple domande per multipli siti
- Il Gestore crea un account in un AdServer fornisce una password ed uno User per la consultazione.
- Nella fase di check verranno diffusi randomicamente sul Network i banner dei singoli partecipanti. In questo modo nessuno lucrerà sul Network nel periodo di Set-Up e sarà possibile valutare i click in modo oggettivo.
E poi?
E poi dopo** 4 settimane dalla partenza** del Network si può valutare quante PageView si fanno, quandi Click, quanti Unique Visitors. A questo punto si contatteranno una serie di Broker (che nel frattempo si possono anche autoproporre) e si voterà il primo di loro secondo i click avuti nel primo periodo di prova di 1 mese.
Tempistiche e modalità
Credete che possa funzionare?
Un OpenAds server è già montato e funzionante, attendo da voi tutti commenti, proposte, suggerimenti, insulti e/o adesioni.
Idealmente la sperimentazione partirà Giovedì 1 Novembre 2007 e terminerà Venerdì 30 Novembre 2007. Nel frattempo siete invitati a contattarmi se volete partecipare e/o proporvi come Broker. In quest’ultimo caso preparate** una scheda dettagliata** che possa servire da indicazione ai “soci” per le votazioni, che si effettueranno, idealmente, prima del 15 di Novembre per dare modo al Broker di lavorare durante le festività natalizie.
Che dire di altro?
Stay tuned e se volete saltare sulla barca di questa impresa (o dare una mano), fatevi vivi (alla pagina contatti) e, se raccoglieremo abbastanza adesione, partiremo col progetto.
Altrimenti rimarrà solamente un esercizio di stile =]
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Pronti! ..anche se ho letto tutto d’un fiato e qualcosa mi è sfuggito, domani rileggo con calma.
Ma davvero e
un problema cosisentito dai blogger italiani il fare soldi con la pubblicita` sui loro blog?@Maria
beh, se veramente qualcuno dedica parecchie ore al giorno ad una attività “paragiornalistica” secondo me merita un qualche tipo di compensazione… Così sentito non lo so: io ad esempio non uso AD, ma non si sa mai se non riinizierie nel caso del CoopAds. :)
Ora ti mando i miei dato per aderire ma ho un dubbio: nella fase iniziale i banner saranno distribuiti casualmente quindi immagino che siano compatibili con i banner adsense. Nella fase successiva ci sarà una sistema per distribuire i banner veri in relazione al contesto del sito che li ospita per massimizzare l’utilità del banner e quindi la probabilità dei clic? In questo caso sarebbero incompatibili con adsense… non che mi dispiaccia abbandonare adsense ma saperlo prima è utile ;)
Click fraud: quali contromisure? Anche perchè in un sistema simile (che è meritocratico, non democratico) ci si guadagna non solo in soldi, ma anche in rappresentatività…
Sembra un’idea davvero interessante. Per ora l’ho condivisa e deliciousziata. Leggerò con calma perchè hai scritto davvero tante cosette ;-)
Simpatica come idea, ci sono volentieri ;)
Secondo un voto dovrebbe essere previsto comunque per l’appartenenza al network ed i voti successivi in maniera via via decrescente con l’aumentare del numero di click.
Il rischio altrimenti sarebbe che pochi blog prendano il potere tagliando le gambe a chi ha inaugurato il progetto.
Alla fine rimango comunque abbastanza scettico anche se effettivamente non mi costerebbe nulla provare dal momento che da AdSense prendo 2 spiccioli.
Magari ci risentiamo fra 15 giorni, prima della partenza.
L’idea sembra interessante, però il primo dubbio che mi viene in mente è il fatto che tu ti sei giustamente messo dalla parte dei blogger, si, ma perché la cosa funzioni bisogna anche mettersi dalla parte delle aziende che investono nella pubblicità attraverso in Network.
Se io fossi un’azienda e mi volessi fare pubblicità, volendo pensar male, la prima cosa che mi verrebbe in mente sono i click Fraud, visto che tutti i publisher hanno l’interesse che il Network guadagni di più, quali sono le contromisure che impediscono ad un blogger di cliccare sui propri annunci o sugli annunci “dell’amico blogger”?
Adsense ad esempio è tollerante con alcuni comportamenti “dubbi” dei publisher, ma “non perdona” nel caso di Click Fraud accertato, il problema è mettere in piedi un sistema per accertarlo…
In definitiva, a mio giudizio, nelle campagne Pay Per Click la capacità del sistema di rilevare i click Fraud ne aumenta la credibilità agli occhi degli advertiser ed è quindi indispensabile.
Io appoggio in pieno la tua idea e la filosofia che ci sta alla base,ma può partecipare anche un “signor nessuno” come me per dire (ossia uno che genera 30 visitatori unici al giorno :-D)? L’idea di non usare adsense è già da apprezzare di per se secondo me. Spero che il progetto possoa decollare a novembre :) good luck
Interessante, ti ho inviato un pò di domande per chiarire alcuni dubbi
[...] Introduzione al Marketing Cooperativo: il CoopAds Network [...]
come ti ho già detto a cena, per me si può fare… aspetto nuove news via coniglio ;)
ciao! un amico mi ha passato questa iniziativa. vorrei aderirvi ma mi chiedo questo: se ospito dei banner randomici, fatti non da me, come si accorda questo con lo stile grafico del mio blog? te lo chiedo poichè ho un blog che con estetica e grafica c’entra non poco, è un blog di design (perlopiù) indipendente. ti chiedo spiegazioni in merito, rifacendomi al tuo Assioma 1 (Assioma 1] La mia identità innanzitutto! Il sistema a cui mi affido per il marketing** non deve chiedermi** di variare la mia “linea editoriale” o la mia grafica)
mi fate sapere qualcosa in merito al post precedente? grazie.
Il progetto è stato abbandonato?, rimandato?, o è partito?
Effettivamente è un dubbio che è venuto anche a me: si fa o non si fa questo esperimento?
Quindi si sta facendo? Update, pls! :) Sono pronto a dare una mano!