
A volte non ci sono commenti.
Un video shock che mostra le connessioni tra Benedetto XVI, papa Ratzinger, che ricordiamo dal 1982 ricopriva la carica di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Santa Inquisizione), e taluni episodi inquieti del Vaticano e del problema Pedofilia.
Altre informazioni sono disponibili al sito della BBC.
Il documentario si sofferma in particolare su come le gerarchie vaticane si siano mosse nell’ambito
della vicenda, richiamando il documento segreto Crimen Sollicitationis ed il ruolo avuto dal cardinale
Joseph Ratzinger (oggi papa Benedetto XVI) nel rinnovare il divieto ai cattolici a testimoniare
in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi.
Sono interessanti anche i decreti vaticani che riguardano la impunibilità dei propri ministri in qualunque giurisdizione differente da quella Vaticana e le nuove policy per il silenzio dei bambini abusati.
Da vedere.
UPDATE: Google sembra continuare a rimuovere il filmato. Ho modificato il link con una differente copia ma comunque sia ho un download che vedrò di mettere online.
P.S. Non sono anticattolico. Ma non vedo perché parlare dell’incriminazione degli agenti del G8 e tralasciare cose altrettanto importanti. L’informazione è libera se libera SEMPRE e non solo quando fa comodo…
NEWS: Apprendo dal Corriere della Sera che Santoro ha richiesto l’ acquisto e la trasmissione del video su Rai2 e che in queste ore sta avvenendo una vera e propria lotta interna alla Rai dove Cappon si ritroverà ad essere il giudice della censura o meno di questo video.
Ho il presentimento che il video sarà acquistato ma mai trasmesso.
Dio, grazie per Internet…
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Esperto di Sicurezza sembra pretenzioso... Uffa! Diciamo allora piccolo blog di intrattenimento di Matteo G.P. Flora (aka LK) sperduto passeggero della rete, poeta, (poco) santo, e navigatore... E se proprio siete 
20 May 07
10:31 am
Giova ricordare che il Crimen Sollicitationis venne approvato dal “beato” papa Giovanni XXIII, il “papa buono”, quello di “date una carezza ai vostri bambini”… (chissà cos’aveva davvero in mente a questo punto…), mentre la lettera di Ratzinger del 2001 venne diramata sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, altro papa in odore di santità.
Chi dei due diverrà ufficialmente il patrono dei pedofili?
20 May 07
10:39 am
dispiace molto vedere questo sito che mi piace molto proprio per la chiarezza delle informazioni fornire “false” informazioni, quello che c’è di postivo è il link di wikipedia che fa informazione corretta facendo sentire entrambe le campane e permettendo a ciascuno di farsi una propria opinione
in wikipedia si ipotizza che il documento NON sia in vigore,
che il motivo della “segretezza” sia per per tutelare la riservatezza delle person coinvolte.
ripeto che ritengo che il sito stia svolgendo un ruolo fondamentale per la liberta d’informazione, e continuerò
a seguirlo e a sostenerlo anche se non necessariammente debbo condividere tutte le opinioni espresse
ciao Paolo
20 May 07
11:13 am
@ Paolo
Carissimo,
sfortunatamente comunicare, come ho detto, non è sempre piacere a tutto il proprio uditorio. Spero che i link forniti a corredo e soprattutto il filmato della prestigiosa BBC possa dare modo a chiunque lo desideri di approfondire le proprie ricerche personali e prendere le proprie decisioni.
Detto questo personalmente non credo proprio si tratti di falso, soprattutto dopo la missiva di Ratzinger ai Vescovi italiani.
Comunque sia, siate Illuminati, non credete a me ma guardate i fatti.
20 May 07
1:02 pm
[...] Il blog di Matteo Flora e’ per me una fonte continua di spunti e notizie, come nel caso di questo post, dedicato a un documentario della BBC trasmesso in Inghilterra nel 2006. In tale documentario si fa [...]
20 May 07
3:43 pm
Ti dico bravo due volte,uno per il coraggio di divulgare un documento, rigorosamente autentico ed affidabile nelle fonti(anche se tira ad essere troppo spettacolaristico e manieristico nell’esposizione delle tematiche),che puo’ far male a vederlo,ma che illustra chiaramente come la chiesa ha approcciato un problema di manifestazione di episodi criminali perpetuati da alcuni suoi membri anziche’ con l’autocritica ,la rimozione,lo studio e la prevenzione ,usando metodi cautelativi di repressione e censura dell’informazione per impedire pericolose divulgazioni.Il fatto grave è che lo abbia fatto tramite intimidazioni,fisiche e psicologiche,nei rigurdi delle vittime di taluni abusi.
E un secondo bravo per la continua coerenza e capacita’con cui curi questo blog,gli ultimi articoli,tra cui eludere i controlli di polizia,G8,e questo,denotano un certo innalzamento del tiro,continua cosi’!
Ciao Gianfranco
20 May 07
8:24 pm
Ciao a tutti,
sono molto contento del commento di Paolo perchè, con l’accento alle info linkate di Wikepedia, mi ha , giustamente, fatto notare che l’oggettività nel dare le notizie Matteo è puntuale: Informazione-fonte-verifica.
La mia opinione, che era inizialmente incredula, ora è una attimo più centrata, e mi fa vedere ancora una volta come le menti si polarizzino :-) .
Voglio dire che l’associazione preti-chiesa-pedofili-insabbiamento, in questo caso è facile ed intuitivo. Molto meno invece il percorso: preti-chiesa-pedofili-tutela dei deboli- modo clericale di proteggere i deboli e giudicare in terra i propri componenti, invece è moooolto meno intuitivo.
Attendo con ansia però un confronto diretto tra le informazioni inserite nel video della bbc e la spiegazione (che forse ha persino una logica) della chiesa.
Senza polarizzarsi pro o contro accusati o accusatori.
Ciao
20 May 07
11:01 pm
da Avvenire del 19.05
Ai danni della Chiesa e di Ratzinger
Infame calunnia via Internet
Andrea Galli
Ognuno, evidentemente, si consola come vuole. O, meglio, come può. Così stupisce solo in parte che dinanzi alla vitalità cattolica documentata sabato scorso in Piazza San Giovanni, ci sia chi trovi benefico sfogo a rovistare nel bidone della spazzatura alla ricerca di qualche lisca di pesce o di qualche uovo in decomposizione. Confidando magari che qualche organo di informazione, più o meno clandestino, non faccia troppo lo schizzinoso, e rilanci generosamente il tutto, offrendo al proprio pubblico come sicuro il cibo ampiamente avariato.
Ci riferiamo ad un documentario su preti cattolici e abusi sessuali che, mandato in onda dalla Bbc nel 2006, viene oggi sottotitolato in italiano da Bispensiero, sito di amici siciliani di Beppe Grillo, e caricato su Video Google, dove pare abbia un certo successo. A proposito di bocche buone. Si tratta di un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò l’augusta Bbc a “vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell’attaccare senza motivo Benedetto XVI”.
Il pezzo forte del servizio infatti consisteva (e ancora consiste) nell’accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto “garante” per 20 anni – da quando fu nominato prefetto vaticano – del testo Crimen sollicitationis, che è un’istruzione emanata in realtà dal Sant’Uffizio il 16 marzo 1962. Da notare la data: nel 1962 infatti Joseph Ratzinger non era certo prefetto della futura Congregazione per la dottrina della fede, essendo in quel tempo ancora teologo molto impegnato nella sua Germania.
C’è da dire che quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un’impor tante istruzione atta ad «istruire» i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile. In particolare, trattava delle violazioni del sacramento della confessione. Da notare che l’Istruzione richiedeva il segreto del procedimento canonico per permettere ad eventuali testimoni di farsi avanti liberamente, sapendo che le loro deposizioni sarebbero state confidenziali e non esposte a pubblicità. E di conseguenza anche la parte accusata non vedesse infamato il proprio nome prima della sentenza definitiva.
Insomma, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali. E che il testo Crimen Sollicitationis non fosse pensato per tale fine lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica. Misura che semmai dà l’idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono, se si pensa che in base alla legge italiana il privato cittadino (tale è anche il vescovo e chi è investito di autorità ecclesiastica) è tenuto a denunciare solo i crimini contro l’autorità dello Stato, per i quali infatti è prevista la pena dell’ergastolo.
Senza contare che Joseph Ratzinger, più tardi diventato sì prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avrebbe firmato – ma siamo nel maggio 2001 – una Lettera ai Vescovi e altri Ordinari e Gerarchi della Chiesa Cattolica, pubblicata anche negli Acta Apostolicae Sedis, dove si prevede espressamente che “il delitto contro il sesto precetto del Decalogo, commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni”, sia di competenza diretta della Congregazione stessa. Segno, per chi abbia un minimo di buon senso giuridico, della volontà romana non certo di occultare, ma di dare piuttosto il massimo rilievo a certi reati, riservandone il giudizio non a realtà “locali”, potenzia lmente condizionabili, ma ad uno dei massimi organi della Santa Sede.
Questa, e non altra, è stata la posizione della Chiesa cattolica sui reati ad essa interni di pedofilia. Questa, e non altra, la limpida testimonianza del nostro Papa che in tempi non sospetti si scagliò contro la sporcizia nella Chiesa.
I calunniatori dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa.
21 May 07
3:00 am
@ Benzolo
Conosco l’articolo di Avvenire, l’ho letto e non credo ci sia la necessità di commentarlo poichè si evince benissimo quale sia lo scopo e chi sia il probabile mandante.
Mettiamola in questo modo: attualmente sono più propenso a credere alle opinioni e ai fatti esposti da una troupe di ricercatori di fama internazionale presentata dalla BBC pouttosto che alle affermazioni di un signor Nessuno che di mestiere fa il Giornalista ed ha quindi degli argomenti la più lieve delle infarinature necessaria alla professione.
Poi io, al contrario del Vaticano probabilmente, non sono depositario della verità e della saggezza. Che ciascuno prenda le sue decisioni in autonomia e senza preclusioni, basandosi magari più sui fatti che sulle parole.
Estote parati!
MgpF
21 May 07
3:17 am
@ Benzolo
Dimenticavo: sei a conoscenza, vero, che l’Avvenire è il giornale di proprietà della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana?
21 May 07
11:04 am
Santoro Santo subito!!!
21 May 07
2:56 pm
mi pare che un paio d’anni fa circa, venne in italia, a protestare in vaticano, l’avvocato americano david shea, che sotiene la causa contro papa ratzinger… l’episodio è vecchio, certo e denunciato… ma pare non interessi più di tanto nemmeno l’opinione pubblica… un antico proverbio addirittura recita: “fa quello che il prete dice, ma non fare quello che il prete fa!” proprio a voler giustificare la chiesa a tutti i costi! il papa gode di immunità come capo di stato.
21 May 07
10:21 pm
Mi viene in mente quella barzelletta… “sai come si fa a far rimanere incinta una suora?” “…no…” “Semplice! La vesti da chirichetto!!!”
Ah, mannaggia al clero….
RCX
22 May 07
2:28 pm
“sei a conoscenza, vero, che l’Avvenire è il giornale di proprietà della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana?”
grazie per avermelo ricordato ma penso che anche chi non legge i quotidiani ne sia a conoscenza.
“ciascuno prenda le sue decisioni in autonomia e senza preclusioni, basandosi magari più sui fatti che sulle parole.”
Nel 2006 la BBC produsse un videoservizio le cui tesi principali erano che la Crimen sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta per tutti gli abusi, e che Joseph Ratzinger avrebbe imposto per 20 anni – in linea con la Crimen sollicitationis – la copertura dei casi di abuso commessi da preti. Il documentario della BBC fu apertamente e tempestivamente sconfessato dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò la Bbc a “vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell’attaccare senza motivo Benedetto XVI” [qui l'articolo sul Telegraph].
http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml;jsessionid=IADLSX2IJM43FQFIQMFSFGGAVCBQ0IV0?xml=/news/2006/10/02/nbbc02.xml
Su Repubblica è apparso il 17 maggio un articolo in cui, dopo aver parlato del documento del 1962, si scrive – nel capoverso successivo – che “il garante dell’applicazione di quelle direttive fu Benedetto XVI, all’epoca dei fatti ancora cardinale Joseph Ratzinger. Fu lui il responsabile della direttiva con la quale lo scandalo venne messo a tacere e i preti furono protetti e nascosti alle autorità”.
Le affermazioni di Repubblica appaiono scarsamente comprensibili, visto che – come era immaginabile e come si può facilmente desumere dalla sua biografia – nel 1962 Joseph Ratzinger era insegnante a Bonn, e fu nominato Cardinale il 27 giugno 1977.
24 May 07
3:58 pm
Purtroppo credo che nella realta’ non ci sia nemmeno bisogno di vestire la suora da chirichetto per farla rimanere incinta… all’interno del mondo ecclesiastico c’e’ abbondanza di risorse in ogni “direzione”. Tuttavia queste tragedie umane sono troppo serie e gravi per essere rinchiuse in una barzelletta.
25 May 07
10:50 am
Forse è giunto il momento:forse la domenica dovremmo andare in Chiesa(siamo tutti battezzati,no?)e appena prima che la messa inizi dovremmo trovare il coraggio di alzarci in piedi e chiedere:chiedere che ci venga spiegato,chiedere di sapere.Non è forse questo “La Chiesa”? Una riunione di persone accumunate dalla Fede? Cosa sarebbe la chiesa senza di noi? Nulla,un edificio vuoto.Cosa sarebbe la Chiesa senza di noi? Nulla,solo l’ennesima speculazione filosofica.
Siamo Noi la Chiesa:questo c’era all’inizio e ci sarà sempre :solo Noi e la Divinità.Tutto il resto ministri e luoghi di culto,è venuto dopo.E forse è giunto il momento di ricordare e ricordarci che ,tutto il resto, è da Noi tollerato,non richiesto ne apprezzato.
26 May 07
1:36 am
Credo che l’articolo di Avvenire non definisca per nulla i termini del problema.
Si parla di ‘pseudo-testimonianze’, come se la BBC si possa permettere di prendere sottogamba una problematica di questo tipo e gridare al monde delle falsità. In uno dei casi sollevati dal video della BBC si afferma che un prete viene poi condannato da un tribunale civile. Anche per questo caso dobbiamo parlare di ‘pseudo-testimonianza’?
Si tende poi a vedere come fulcro del video della BBC “l’accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo”. Ora, se la BBC ha peccato nel personalizzare troppo la questione, nel disegnare Ratzinger come l’uomo che opera nell’ombra per accomodare questi fatti, non si deve perdere di vista il vero nucleo che emerge dalle testimonianze raccolte: questi abusi vengono risolti dalla Chiesa con due regole: silenzio e trasferimento. E’ questo l’essenziale. Non importa se chi ha applicato queste due regole l’abbia fatto in osservanza del ‘Crimen Sollicitationis’ o di altro. Non lasciamoci fuorviare dall’essenziale, dopo che ci è stato ripetuto con così mirabile chiarezza: silenzio e trasferimento.
Vorrei poi sottoporvi un caso di cui sono venuto a conoscenza su Google Video. Partito da un post sul forum di P.I. che trattava della cancellazione del video della BBC su GV, giungo a questo straordinario documento:
http://video.google.com/videoplay?docid=-5610635731319392166
ma anche
http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,RaiTre-Mimandaraitre%5E16472,00.html
La redazione di Mi Manda RaiTre presenta così il caso:
Marco Marchese ha denunciato le violenze subite a 12 anni, il sacerdote colpevole ha patteggiato la pena. Ma la diocesi di Agrigento chiede alla vittima 200 mila euro per i danni d’immagine.
E’ un video incredibile, tutto in studio, che ripropone nella prima parte la testimonianza di Marco, che conferma la ‘consegna del silenzio’, che ha inesorabilmente permesso che altri abusi venissero compiuti dal violentatore su altri bambini.
La seconda parte, nella quale si affaccia il processo civile, è veramente imbarazzante, preferisco non commentarla.
Per fortuna dopo questa trasmissione la Diocesi si è ridimensionata e ha in sostanza accettato la richiesta di danni di Marco:
http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pretipedofili/marcheseriso24052007.htm
Ciao a tutti
27 May 07
9:26 pm
Preti pedofili. I casi documentati e verificabili
In questo elenco sono raccolti i casi di sacerdoti pedofili italiani, sia condannati che in attesa di giudizio, che sono riuscito a ricostruire con un vasto spoglio della stampa italiana degli ultimi anni ed approfondite ricerche in Internet.
Tutti i casi segnalati sono corredati da un richiamo bibliografico. Chiunque fosse a conoscenza di casi simili o fosse in possesso di informazioni più aggiornate è pregato di scrivere a info.omosofia@gmail.com.
Sacerdoti condannati per pedofilia
Sacerdoti incriminati per pedofilia.
AVVERTENZA. I casi elencati in questa sezione riguardano sacerdoti incriminati per pedofilia di cui mi è stato o impossibile ricostruire il processo (la stampa non ne ha più parlato) o, non ancora giudicati.
Chiunque avesse informazioni utili a ricostruire questi casi, e ad aggiornare l’elenco, è pregato di scrivere a info.omosofia@gmail.com.
da La Nuova Sardegna, 24 maggio 2007
Don Marco Dessì condannato per pedofilia. Il missionario di Villamassargia riconosciuto colpevole: 12 anni di carcere. Alle 14,30 il giudice ha letto la sentenza: per tre giovani vittime previsto anche un risarcimento di centomila euro a testa. Mauro Lissia
PARMA. Dodici anni, quattro in meno di quanti ne aveva chiesto il pubblico ministero Lucia Russo. Ma il riconoscimento pieno di una responsabilità che migliaia di persone in Nicaragua, i familiari, i fedeli di don Marco Dessì (59 anni) mettevano fortemente in dubbio. Ora c’è una sentenza, la prima della serie: il sacerdote-missionario di Villamassargia, sospeso a diviniis dal Vaticano, è colpevole di violenza e molestie sessuali su minorenni, oltre che di possesso di materiale pedopornografico. I casi accertati dall’inchiesta giudiziaria e finiti agli atti del processo sono almeno sei e tre dei ragazzi, oggi maggiorenni, dovranno essere risarciti con centomila euro ciascuno a titolo di provvisionale immediamente esigibile.
Un euro il risarcimento simbolico assegnato dal giudice Roberto Spanò alle associazioni Rock no War e Solidando che insieme al comune di Correggio hanno denunciato alla procura di Parma i fatti avvenuti nella comunità di Betania, a Chinandega nel Nicaragua. Il missionario ha mantenuto sino alla fine la linea del silenzio: quando, alle 14.30, il giudice dell’udienza preliminare ha letto il dispositivo della sentenza è rimasto a testa bassa, lo sguardo verso il pavimento. Non ha detto una parola, si è limitato a tendere i polsi in direzione dei carabinieri e stretto fra cinque militari dell’Arma si è infilato nel furgone che l’ha riportato nel carcere di via Burla. I familiari e poche altre persone, che avevano atteso il verdetto davanti all’ingresso principale del palazzo di giustizia, hanno fatto appena in tempo a ripetergli le solite frasi di incoraggiamento: siamo con te, abbi fede, non avere paura. Lui ha risposto con uno sguardo appena percettibile. I contenuti tecnici della sentenza emessa dal gup di Parma dopo tre udienze con il rito abbreviato potranno essere valutati soltanto al deposito. Di certo il giudice Spanò è partito da una pena di diciotto anni, ridotta di un terzo grazie al rito. Del conto fanno parte tutte le aggravanti richieste dall’accusa e non compare neppure un’attenuante. Con ogni probabilità il gup ha ritenuto di non applicare le pene massime previste dal codice ed è questa la sola divergenza rispetto alle conclusioni del pm Russo. Il magistrato dell’accusa – che si è fermata a lungo con i cronisti subito dopo la sentenza, nell’ufficio del procuratore capo – ha peraltro definito la pena «severa, che dev’essere accolta con rispetto». E severa è stata la requisitoria condotta dal magistrato dell’accusa l’altro ieri, quando in un’ora e mezzo ha ricostruito con puntiglio i passaggi chiave di un’inchiesta che la Procura di Parma ha mandato avanti con la massima determinazione. Sarà la motivazione del giudice a chiarire gli aspetti centrali dell’impianto accusatorio che ha portato don Dessì alla condanna. I punti caldi sono comunque quelli illustrati dal pm nella discussione: sei casi di violenza accertati – anche con la collaborazione del Vaticano – di cui tre nei confronti di ragazzini del coro di Getsemani. Sei casi in un arco di tempo indefinito, che potrebbe abbracciare i quasi trent’anni di attività svolta da don Marco Dessì in Nicaragua. L’indagine, partita dalla denuncia delle due onlus e del comune di Correggio – che hanno sostenuto finanziariamente per anni la comunità per orfani e ragazzi disagiati a Chinandega – ha trovato conferme inoppugnabili, a giudizio dell’accusa, negli incidenti probatori svolti «in pieno contradditorio fra le parti» e in una sequenza ininterrotta di testimonianze dirette e indirette. Don Marco – ora c’è la conferma di una sentenza – era un sacerdote a due facce: raccoglieva fondi e organizzava l’assistenza ai ragazzi ma li usava come oggetti per dare sfogo alle sue inclinazioni sessuali particolari. I racconti agli atti del procedimento sono raccappriccianti, gli stessi ispettori del Vaticano hanno dovuto prenderne atto fino a sospendere il missionario, ancora prima che arrivasse la sentenza del tribunale di Parma. Il quadro definito nel processo riporta a violenze sessuali piene, compiute almeno a partire dal 1999: quanto avvenuto prima è prescritto. Poi molestie sessuali ripetute negli anni, con i ragazzi costretti a subire ogni volontà del sacerdote che si autoproclama loro creatore e dominus assoluto. Poi il materiale pedopornografico: nel computer di don Marco sono state trovate 1440 file compromettenti ed è stato il pm Russo a confermare che il prete ha continuato a scaricare foto di bambini sino a due giorni prima dell’arresto, avvenuto il 4 dicembre dell’anno scorso. Infine le intercettazioni, dove l’accusa ha trovato le conferme di una personalità diversa da quella conosciuta e osannata a livello internazionale: don Dessì ha cercato di bloccare l’inchiesta del Vaticano e quella della magistratura ordinando di corrompere chi l’accusava.
Nelle conversazioni registrate si parla di tentativi da compiere ai piani alti del potere nicaraguense per annacquare le prove, c’è una sequenza di conversazioni con l’alter ego di don Marco a Chinandega in cui emerge chiaramente un’organizzazione dedita al business più che all’assistenza degli orfani. Abbastanza per il pubblico ministero – ed ora anche per il primo giudice – per arrivare a una condanna esemplare.
Il legale di parte civile Marco Scarpati: riconosciuta la sua piena responsabilità. «I ragazzi sono stati creduti». Il Pm: tutto regolare, nessuna influenza reciproca.
PARMA. Il pubblico ministero Lucia Russo riceve i cronisti nell’ufficio del procuratore capo e spiega tranquilla: «Sentenza severa, non c’è dubbio. Ma da rispettare sino in fondo». Poi ribadisce: «L’impianto accusatorio esce confermato, i testimoni sono credibili e sono stati creduti pienamente dal giudice. Nessuna influenza reciproca, tutto si è svolto secondo le regole». Nessun dubbio sulla colpevolezza di don Marco: «A due giorni dall’arresto ancora scaricava foto pedopornografiche sul computer». Che non prova le violenze sessuali, ma definisce la personalità reale di un uomo considerato prossimo alla santità. Soddisfatto il legale di parte civile Marco Scarpati, che rappresenta anche l’associazione nazionale contro la pedofilia: «C’è stato il riconoscimento assoluto della piena responsabilità del Dessì – avverte l’avvocato – e una presa di distanze chiara e pubblica dalla follia di chi è stato protagonista di questi fatti. I ragazzi sono stati creduti e non poteva essere altrimenti, perchè hanno riferito soltanto la pura verità». Scarpati dice e ripete che il Vaticano stavolta ha contribuito all’indagine: «Sono state pagate anche le spese per l’assistenza psicologica delle vittime, non si è verificata alcuna omissione o alcun tentativo di nascondere quanto è accaduto a Betania». Pierluigi Senatore, vicepresidente di Rock no War, una delle associazioni che hanno denunciato le violenze di Chinandega, non vuole celebrare alcuna vittoria: «Volevano tutelare chi era bambino vent’anni fa e chi lo è adesso, il giudice ha confermato i fatti denunciati e tanto ci basta». Ora però affiora un problema fondamentale, legato al futuro della comunità di Betania: «Siamo in contatto con chi ha assunto la gestione in questi giorni – spiega Senatore – e siamo in attesa di conoscere meglio la situazione. Formalmente buona parte del patrimonio della comunità è ancora nelle mani di don Dessì, ma il nostro obbiettivo è ottenere l’azzeramento della vecchia gestione per ripartire su basi nuove. E’ un momento di studio, insieme a Solidando e al comune di Correggio (coautori degli esposti che hanno dato origine all’inchiesta) stiamo cercando di valutare come andare avanti. Abbiamo finanziato la comunità con un milione di euro solo negli ultimissimi tempi, abbiamo diritto di sapere. Il progetto è di continuare con un nuovo organo di gestione del tutto autonomo». Prima però sarà necessario esaminare lo statuto e affrontare le questioni legale alla proprietà: non è un compito facile, don Dessì ha dimostrato di essere tutt’altro che disposto a farsi da parte. Facile prevedere una lunga battaglia legale, con la speranza che i soli a pagare siano gli orfani di Chinandega.
«Un incontro tra i testi dell’accusa può aver generato condizionamenti»
PARMA. Ma la difesa già affila le armi in vista del processo d’appello. Prima però gli avvocati Pierluigi Concas e Romano Corsi dovranno attendere il deposito della sentenza ed esaminarne le motivazioni. Nel corso delle arringhe i due legali hanno attaccato soprattutto l’attendibilità dei testimoni-parti offese, che si sarebbero influenzati a vicenda prima di riferire al pubblico ministero delle presunte violenze sessuali.
All’incidente probatorio i sei ragazzi, oggi adulti, sarebbero arrivati dopo aver raccontato i fatti di Chinandega a persone esterne all’inchiesta giudiziaria. «Noi abbiamo contestato la genesi delle dichiarazioni accusatorie – spiega l’avvocato Concas – perchè risulta che le parti offese si siano ritrovati tutti insieme in un appartanento e abbiano riferito a persone del Vaticano i fatti al centro del procedimento. E’ facile, in queste condizioni, ipotizzare una forma di condizionamento reciproco. Comunque il fatto mi sembra significativo». Un altro aspetto al centro dell’impianto difensivo: «Emergono contraddizioni – è l’opinione dell’avvocato Concas – e abbiamo potuto osservare come le accuse siano crescenti, in un’occasione si parla di toccamenti, poi di penetrazioni. Qui non si tratta di ragazzini, sono adulti e alcuni hanno anche figli. Quindi noi contestiamo anch la scelta del pubblico ministero di esaminarli come fossero minorenni. Non lo sono, possono riferire compiutamente ogni dettaglio delle vicende». Infine le intercettazioni, caposaldo dell’accusa: «Dal tenore delle conversazioni – sostiene il legale – si capisce che don Marco e gli interlocutori sono convinti si tratta di un complotto, un’operazione organizzata per danneggiare Betania e i responsabili della comunità. E’ un fatto che emerge chiaramente. Ma chi sa di aver commesso violenze sessuali non pensa a un complotto, sa esattamente che cosa sta accadendo». Concas non commenta la sentenza del giudice Spanò, la sola valutazione arriva dal collega Corsi. Che dice: «Il giudice non si è fatto suggestionare dalla ricostruzione del pubblico ministero, che nella sua requisitoria ha fatto riferimento anche a fatti prescritti».
(
29 May 07
10:38 am
Esiste addirittura un documento, il Crime Sollicitations (consultabile anche su Wikipedia), che tutela la segretezza riguardo ai casi di preti pedofili e descrive la politica della Chiesa a riguardo: non fornire informazioni alle autorità, tutelare i preti accusati e spostarli di Chiesa in Chiesa.
Il consiglio è il seguente: prendetevi qualche minuto e guardatelo tutto, arrivando alla parte finale del documentario, ovvero la più esplicativa e shockante.
“Ratzinger e’ stato incriminato nel 2005 presso la Corte distrettuale di Harris County, Houston, Texas per aver coperto Galveston Houston (il responsabile della diocesi), l’arcivescovo Joseph Fiorenza, i sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickand a meta’ degli anni ‘90. La posizione di Ratzinger e’ stata successivamente stralciata perche’ non giudicabile in quanto capo di uno Stato estero.
PER NON ESSERE RECLLUSO PER 30 ANNI, RAYZINGER AVEVA GIà CHIESTO A BUSH, L’IMMUNITà DIPLOMATICA. CHE VI PIACCIA O NO, IL PAPA ATTUALE, è STATO GIà CONDANNATO PER FAVOREGGIAMENTO ALLA PEDOFILIA MONDIALE. Non si tratta di essere concordi o no, i fatti sono reali, documentati, depositati.
11 Jul 07
7:21 am
“Se hanno perseguitato me, perseguirìteranno anche voi”
Gesù illumina la storia della Chiesa.
“non abbiate paura io ho vinto il mondo”.
La Chiesa non verrà mai distrutta perchè è il segno evidente sensibile della vittoria di Cristo.
Di scandali ce ne sono sempre stati ..il male fa sempre chiasso… e cresce ,sempre di più… ma non vince perchè è sconfitto.
Questa è la causa dell’odio alla Chiesa (cioè a Cristo),non la pedofilia ,non il male della Chiesa, ma la Verità ontologica della Chiesa ,la Sua Realtà divina.
Buona riflessione.
20 Jul 08
2:34 pm
dopo anni di interesse per certi argomenti ormai on certo che il centro di tutto il sistema sia il vaticano.Governi,massoneria,mafia gir tutto li intorno,in quanto sparso per il mondo(specialmente nelle banche dei piccoli stati quali San Marino,ANDORRA in francia,Estonia,LITUANIA)posseggono quantità di denaro enormi,ricchezze accumulate in 2000 anni di storia.Per non parlare della vera e propria città presente sotto il Vaticano,accessibile dagli archivi vaticani..chi cè stato un giorno mi disse “..una persona normale non può immmaginare cosa ci sia li sotto..hai presente tutti quei bambini scomparsi,alcuni a “chi l’ha visto”..hai genitori dan un sacco di soldi..e ai “contatti” pure..si firmano contratti veri e propri di compravendita..e noi eravam tutti li col nostro bel cappuccetto verde e la tunica bianca..(tipici colori di iniziazione massonica).Difatti questa persona ormai lucida non lo è più.Ed è una splendida ragazza di 26 anni,che ho cercato di convincere a rivolgersi alle autorità,con tanto di foto dell’ultimo raduno su uno yoth
a Portofino (ovviamente non alla questura della città in cui abita,informata di tutto,che all’unica segnalazione fatta per personaggi appostati sotto casa sua,AUTO BLU nella fattispecie,è corrisposta stranamente la frantumazione del vetro anteriore dell’auto 2 ore dopo). E dato che si sà,purtroppo al giorno d’oggi,ma in realtà sempre,tutto ha un prezzo,va da se che tutti,al vaticano,siano assolutamente intoccabili.Se cercherete su internet verrete a scoprire che ai vertici di organizzazione internazionali che lavoran coi bambini,tipo unicef,case famiglia varie,centri di recupero per minori, vi son quesi sempre parenti di alti funzionari vaticani,cardinali,alti prelati.
Mi auguro un giorno che gente tipo Woodcock o De Magistris (ma avete visto che fine gli fan fare se indagan dove non devono..) sfondino quel muro di omertà,radicato nel sistema italiano,e faccian saltar per aria l’Italia.
Chicca del giorno,home page di libero..turista francese picchia la figlia di 4 anni a Roma…la madre in vacanza in Turchia sapeva che padre e figlia fossero a Parigi..sarà una combinazione?
18 Aug 08
10:34 pm
http://www.lastknight.com/2007/05/20/ratzinger-e-la-pedofilia
il video non carica!
…potrebbe essere un problema mio, ma ne dubito…
puoi controllare per favore?