Archivio mensile: December 2006

Perchè non si possono portare liquidi in volo Se siete stati ultimamente in aeroporto vi sarete sicuramente meravigliati delle nuove misure di sicurezza che obbligano a non portare a bordo alcun tipo di sostanza liquida. Sicuramente lo avrete preso come l’ennesimo attacco alla libertà personale e vi sarete chiesti il motivo per cui ci si ostini a proibire qualunque cosa, come se tutti viaggiassero con della nitroglicerina.

Vi sorprenderà quindi forse sapere che il motivo di tanta “paranoia” non è la nitroglicerina (troppo instabile per essere trasportata e troppo facilmente rilevabile) ma una nuova serie di composti e di esplosivi che prendono il nome di “esplosivi binari” e di cui il Fixor è probabilmente il capostipite generazionale. Sono composti da due componenti: l’uno in polvere, facilmente camuffabile da cipria o ombretto e l’altro liquido (per l’appunto) che devono essere miscelati per ottenere un composto differente, attualmente non intercettabile da meccanismi di rilevazione e scansione e di potenza detonate devastante.

Gli esplosivi binari sono un prodotto recente, nato dalle ricerche di esplosivi adatti alle operazioni di sminamento dei paesi del Terzo Mondo, e hanno dalla loro una recente storia di importanti fatti di cronaca. Infatti la variante “fai da te” più nota dei binari, il TATP (Triacetone Triperoxide) è stato il detonante degli attentati di Madrid nel Luglio del 2005 mentre la variante più nota di nome ANFO ( acronimo per Ammonium Nitrate and Fuel Oil) anch’esso binario è stato utilizzato per l’attentato del 1995 in Oklahoma City.

Il problema principale dei detonanti binari è la loro estrema potenza che fa si che anche sono una minima parte (l’equivalente di una comune biglia) possa produrre una potenza detonante tale da aprire completamente lo scafo di un qualunque aereo di linea. E dall’attentato di Bojinka in poi si sa per certo che i terroristi sanno dove colpire: piccole zone di infrastruttura critica nella cabina di pilotaggio, dove quantità anche più modeste di esplosivo determinano un esito irrimediabilmente fatale.

Eccone un esempio in cui mi sono imbattuto oggi proprio di Google Video mentre effettuavo qualche ricerca su metodologie di hacking:

Il detonatore utilizzato è un semplice accendino e la dimensione dell’ordigno fanno facilmente intuire il perchè di tanta paura negli organi di controllo aeroportuale.

Mi piacerebbe vedere un video come questo proiettato in una serie di aeroporti italiani per il duplice motivo di aumentare lo zelo e sedare le stupide lamentele delle persone in coda.
Non più tardi di un mese fa il mio ultimo volo è stato infatti contraddistinto da due atteggiamenti: le bestemmie di chi mi precedeva in coda che non avrebbe potuto portare a bordo la sua bottiglietta di succo di mirtillo ed i controlli che mi hanno lasciato nel bagaglio a mano senza rilevarlo il Victorinox da 9 centimetri di lama che avevo scordato di lasciare a casa.

Dubbi, dubbi e forse ancora dubbi… Dubbi che si inaspriscono ancora di più quando l’amico Gabriele Picchi mi scrive in mail:

Io ho iniziato ridendoci su e cercando di spiegare a mia figlia (che l’ultima volta ha pianto perchè il tizio le ha buttato la bottiglietta di minerale vuota con la quale lei voleva continuare a giocare) che quelli che tolgono le cose al papà sono cattivi e babbo natale non gli porta nulla come regalo (ma ora devo trovarmi una scusa adeguata al calendario)
Come si fa a spiegare ad una bimba di neanche due anni perchè quel tizio butta via la sua bottiglietta di plastica (VUOTA) che fa quel rumore tanto divertente quando la schiacci?

Gabriele, io la risposta non l’ho e soprattutto sono una di quelle persone che gira Milano in bicicletta e che potendo non saprebbe nemmeno cos’è un aeroplano.
Aspetto trepidante il momento in cui sarà vietato salire su un aeromobile se non completamente nudi, così da fare la fila dietro solo ed esclusivamente meravigliose fanciulle…
Prendiamola sul ridere come fai tu, ci conviene!

P.S. Qui una serie di commenti a critica dell’articolo e a sostegno dell’ipotesi che il filmato sia una baggianata… A voi (e WikiPedia, e altre 1000 fonti) decidere autonomamente…

A pochi attimi, pochi giorni dal rilascio ufficiale e prima ancora che sul mio MacBook e il fido Parallels appaia l’installazione di Windows Vista rimango esterrefatto da alcuni articoli ritrovati per la rete che trattano di un problema da molti sentito e poco discusso del nuovo nato di casa Microsoft: la gestione nazista del DRM e dei contenuti protetti.

Il “riassunto per manager” del documento che mi appresto a linkare recita nientedimeno che “The Vista Content Protection specification could very well constitute the longest suicide note in history” e probabilmente a ragione se consideriamo che la casa di Redmond ha sviluppato tali e tanti controlli per la restrizione dei contenuti protetti da copyright da arrivare addirittura a degradare appositamente il segnale ed il risultato se le periferiche installate non hanno passato dedicati ed opportiuni controlli da parte di Microsoft.

Non solamente questo: i problemi appaiono anche e soprattutto per le “vecchie” periferiche, per cui i driver non vengono rilasciati da tempo: non è infatti più possibile rilasciare driver “a pacchetto” che funzionino su una intera schiera di prodotti di un costruttore (come i tipici di NVidia e ATI) ma si deve obbligatoriamente creare un driver certificato per la singola periferica…

Tutti questo e altro ancora lo trovate nell’interessantissimo e tecnico articolo A Cost Analysis of Windows Vista Content Protection di Peter Gutman di cui do qui sotto l’abstract:

Windows Vista includes an extensive reworking of core OS elements in order to provide content protection for so-called “premium content”, typically HD data from Blu-Ray and HD-DVD sources. Providing this protection incurs considerable costs in terms of system performance, system stability, technical support overhead, and hardware and software cost. These issues affect not only users of Vista but the entire PC industry, since the effects of the protection measures extend to cover all hardware and software that will ever come into contact with Vista, even if it’s not used directly with Vista (for example hardware in a Macintosh computer or on a Linux server). This document analyses the cost involved in Vista’s content protection, and the collateral damage that this incurs throughout the computer industry.

E se proprio non riuscite a leggere l’intero documento potete capirne i punti salienti tramite l’articolo proprio sull’argomento di TechWorld.

Ed io rimango sempre più legato al mio piccolo MacBook bianco =].

Esperto di Sicurezza sembra pretenzioso... Uffa! Diciamo allora piccolo blog di intrattenimento di Matteo G.P. Flora (aka LK) sperduto passeggero della rete, poeta, (poco) santo, e navigatore... E se proprio siete curiosi...