Avevo già estesamente parlato delle problematiche relative alla Libertà di stampa su Web nell’articolo Censura 1.0: ma quanti IP stanno filtrando? e subito a seguito avevamo discusso delle implicazioni nell’articolo Censura 1.1: Dopo Sky offline i siti di gioco di azzardo….
Ci eravamo infine rallegrati con la sentenza che assolveva i ragazzi di CalcioLibero e che avevo commentato nell’articolo Censura 1.2: La conversione di Nicola Clivio sulla via di Pechino, ma a quanto pare era troppo, troppo presto per cantare una vittoria che la ragione avrebbe comunqe dato e chi sosteneva gli ideali del CopyLeft.
Ma la smentita arriva duplice sia dalla Corte di Cassazione che dal Governo italiano che non perdono occasione per dimostrare profonda e pesantissima ignoranza sulle dinamiche interne della rete e sui fenomeni di Web Community ed aggregazione.
Partiamo dalla sentenza della Cassazione 33945 , mirabilmente commentata da Beppe Grillo nell’omonimo blog:
L’epilogo (per ora).
La Cassazione ordina un nuovo processo nei confronti dei due ragazzi perchè hanno “illecitamente diffuso e trasmesso via Internet con la modalità peer to peer eventi sportivi dei quali Sky vantava appunto l’esclusiva”.Considerazioni finali.
La Cassazione ha introdotto il reato di linkaggio.
Chi inserisce un link a un programma televisivo, un filmato, una qualunque opera coperta da diritto d’autore, già venduti on line in un altro Paese, potrebbe essere perseguibile. Se cerco con Google il link al sito cinese e poi lo uso, ho forse commesso un linkaggio giudiziario? Perchè Merdock non fa causa anche a Google e, visto che c’è, a tutta la Rete. Quanti siti nel mondo ospitano il link al sito cinese? Decine di migliaia?
Nel frattempo noi del blog potremmo dare un aiuto ai supremi giudici con un corso gratuito di introduzione a Internet.
Ma la cosa non finisce qui: dallo scorso 3 ottobre, infatti, in internet non si può più riportare il testo di un qualsiasi articolo tratto da un qualsiasi sito o giornale, pur citando la fonte. Lo dice l’art. 32 del decreto legge n. 262.
Per poterlo fare occorre pagare un compenso all’editore. E se non lo si fa le sanzioni sono salatissime. Fino al giorno prima del decreto il copyleft era ammesso sul web con la sola restrizione (paraltro più che legittima) di citare rigorosamente la fonte editoriale e l’autore del pezzo.
Da oggi invece questo gioiello della informazione liberale viene a cadere in favore di una legge di corporativismo:
Art. 32.
Riproduzione di articoli di riviste o giornali
All’articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
«1-/bis/. I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.».
Così vengono imbavagliati migliaia di siti, di blog e di forum che negli utlimi tempi sono stati la principale fonte di controinformazione e di commento non inquinato degli organi di informazione.
Beppe Grillo e la community dei Blog, infatti, hanno offerto e continuano ad offrire una impareggiabile palestra di pensiero per consentire ai cittadini comuni che poco o nulla conoscono delle intricate vicende politiche ed economiche di destreggiarsi nei meandri comunicativi aiutati da chi, come me e tanti altri, commenta e argomenta notizie che lasciate a loro stesse non salirebbero sicuramente all’onore della cronaca.
La libertà non si può fermare. L’informazione su internet deve rimanere libera. Ma come procedere?
Un buon inizio potrebbe essere leggere con attenzione i commenti di PeaceLink e soprattutto la campagna loro promossa che recita:
Chiedo pertanto che il Parlamento abolisca con un opportuno provvedimento il primo comma dell’articolo 32 del capo IX del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, recante “Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria”, con cui sono state anticipate alcune delle misure previste dal disegno di legge finanziaria 2007.
Aderire alla protesta è semplice ed immediato, oltre che consigliato, caldamente consigliato. Basta un click alla pagina dedicata.
Ma che fare contro invece la sentenza della cassazione?
Io propongo propongo due strade:
- Iniziare con l’aderire alla mailing list di Censura per poter organizzarsi e discutere della situazione.
- Spedire una mail alla cassazione all’indirizzo cassazione@giustizia.it con un testo similare al seguente:
Stimatissima Corte di Cassazione,
Ho letto con estremo interesse della vostra Sentenza 33945 su una serie di Blog in rete e sono felice di constatare l’ignoranza abissale che la Corte stessa dimostra verso le più basilari dinamiche internazionali della Rete internet.
Fortunatamente l’ignoranza è un male agilmente curabile dietro semplice somministrazione di adeguate informazioni.Con la presente mi pregio di volerVi omaggiare di un corso gratuito sulle norme base del Web tenuto da Matteo G.P. Flora che potete contattare ai recapiti alla pagina http://www.lastknight.com/contatti.
Il corso, totalmente Gratuito per la Vs. struttura, verterà sui concetti di CopyLeft, navigazione, Libertà di Opinione e di Stampa oltre che sui concetti di Rete Internet e di Blog.Nella speranza che questa missiva vi trovi in Salute vi i miei più cordiali saluti.
Nome e Cognome
Sarò più che felice di presiedere personalmente alla formazione dei componenti della Corte, come spesso ho fatto per altri organi Ministeriali…
P.S. Lasciatemi segnalare anche l’articolo di Simone e TerraMadre.
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Esperto di Sicurezza sembra pretenzioso... Uffa! Diciamo allora piccolo blog di intrattenimento di Matteo G.P. Flora (aka LK) sperduto passeggero della rete, poeta, (poco) santo, e navigatore... E se proprio siete 
16 Oct 06
3:57 pm
Carissimo Matteo,
fatta la legge trovato l’inganno!!!
al di la di protestare drasticamente contro una sentenza ridicola e vessatoria delle più elementari norme costituzionali come la libertà di espressione, propongo di pubblicare massivamente articoli di stampa con una semplice ma efficace contromisura. La lingua italiana!!
Basta prendere l’articolo in questione e riscriverlo senza riportare le stesse parole ma i concetti cardine, in questo modo chi può dire che l’articolo è riprodotto? E’ un altro articolo. In questo modo avremo oltre che superato l’empasse di questo vergognoso articolo di legge anche il duplice vantaggio di imparare meglio a scrivere nella lingua di Dante!!!
Mal che vada passatemi gli articoli che volete pubblicare e io lo faccio volentieri a vostro nome da uno stato straniero!!! e fanculo le leggi liberticide su internet!
16 Oct 06
7:23 pm
Fantastica idea! Poi ti voglio ad aprire contenziosi legali a suon di dizionari Zanichelli e Devoto Oli!
Ottima idea, davvero! L’appoggio in pieno…
Mi viene voglia di aprire un blog solo per mettere su una raffica di articoli remanufactured.
Anzi, tanto per far polemica, si potrebbe metter su uno script per produrre testi pressoché identici, pescandoli da un file dizionario (nel senso informatico) di sinonimi, convertendo il testo in copyleft nel giro di un batter d’occhio.
Così, tanto per dimostrare che viviamo in un paese retrogrado.
Che tristezza, ogni volta….
eNjoy
16 Oct 06
11:21 pm
Facciamo un bel coro…
Ogni volta che si aggiunge un tassello a questo puzzle de I mammuth dell’informazione e dell’intrattenimento contro gli utenti della rete, ci scandalizziamo, ci dimeniamo e borbottiamo, ma si stenta a vedere un movimento unitario e realmente incisiv…
17 Oct 06
3:51 am
Vivo all’estero da troppo tempo per conoscere in dettaglio i minestroni legislativi italiani, ma c’è una cosa che non mi è chiara: se posto dei link a contenuti “proebiti” (intendo un articolo di giornale, come menzionato nell’esempio di LK), se non addirittura copio ed incollo codesti contenuti, ma faccio tutto questo in un server che non e’ fisicamente in italia, con un dominio che non e’ .it, sono perseguibile? Capisco se il materiale che riproduco (o a cui metto un link) e’ contenuto in pagine a pagamento, protette da password, o riservate a pochi ed io, ricompiandone i contenuti, o mettendo un “link” che acclude le credenziali di accesso, le rendo visibili a molti, be, tra l’altro commetto anche un reato “etico”… ma per il resto mi sembra una guerra mirata al controllo. Mi chiedo (dopo lo scandalo delle intercettazioni telefoniche), a quando lo scandalo delle intercettazizni Internet!!!
17 Oct 06
8:12 am
[...] E’ successo tutto naturalmente, esattamente come vado a descrivere. Ermanno Lombardo, commentando OT un post di Giachetti, gli ha chiesto se fosse possibile presentare un “emendamento alla finanziaria sul copyleft”. In particolare, Ermanno si è detto preoccupato sui possibili riflessi che la neonata normativa potesse spiegare sulla possibilità , o meno, di riprodurre testi giornalistici sui blog: “sui nostri blog non potremmo più riportare articoli di altri, senza evitare di pagarli. E’ tremendo. Ma perchè? “. Preoccupazione, detto per inciso, che fa discutere buona parte della blogosfera (preoccupati: Macchianera, XXmiglia, Lastknight, Tenda nel deserto, Marco Campagna e Gabriele Lunati; non preoccupati: Luca Lodi, SevenHeaven; alla finestra: Massimo Mantellini, Luca Sofri) [...]
17 Oct 06
9:35 am
La protezione del diritto d’autore mi sembra una cosa sacrosanta, mi pare corretto che non possa riprodurre articoli di giornali e riviste senza autorizzazione di questi. Ovviamente il detentore dei diritti può decidere di regalare i propri contenuti, magari con apposite licenze come le Creative Commons.
17 Oct 06
9:37 am
Per Giancarlo:
Mi pare una stupidaggine dire che una legge siffatta e’ “vessatoria delle più elementari norme costituzionali come la libertà di espressione”, in quanto ognuno e’ libero di continuare a dire cio’ che vuole, prova ne e’ il fatto che stai commentando la legge libero di scrivere quel che ti pare.
Mi pare inoltre che si stia erroneamente mischiando le due sentenze. Non ho mai studiato leggi o giurisprudenza, ma mi pare di capire, leggendo sopra, che e’ vietato linkare qualcosa protetto da diritto d’autore e venduto con esclusiva (le orribili partite di calcio, un libro in PDF, una canzone), ma non che sia vietato linkare da un proprio articolo un articolo del sito del corriere della sera, o di repubblica, o del blog di beppe grillo, in quanto non sono in vendita (ma liberamente disponibili sulla rete), e il link non e’ una riproduzione ne’ parziale ne’ totale, ma un collegamento con la fonte originaria in alcun modo editabile.
17 Oct 06
6:43 pm
Per Paolo:
forse non mi sono spiegato bene io o forse hai mal interpretato il post di Matteo.
Non è possibile riprodurre (nemmeno tra virgolette) un articolo di giornale o di rivista e nemmeno un brano dell’articolo (ad esempio per prendere spunto ad una discussione) è chiaro?
Questo è vessatorio!!!
Sarebbe come dire che da domani le scuole per fare il titolo di un tema che si riferisce ad un articolo di Maltese debbono pagare i diritti al suo editore… beh se non è vessatorio questo dimmi cosa lo è!
La riproduzione di un e-book protetto da copyright è reato, PUNTO! e io non ho detto questo.
Ripeto la mia idea “contro” è di riscrivere un articolo con altre parole e medesimi concetti, questo non è plagio bensì un buon sistema di allenamento all’uso della lingua italiana! :-D
Giancarlo
19 Oct 06
3:16 pm
[...] Si vede che oggi non ho molta voglia di combinare qualcosa di produttivo? Sono solo le due del pomeriggio e ho già postato quattro articoli nel blog … mi sembra giusto però spendere qualche parola sulle parole di Papa Ratzinger pronunciate al convegno ecclesiale di Verona. Mi sembra giusto perchè a timbrare il cartellino sono andate tutte le maggiori figure politiche italiane (Prodi e Berlusconi in primis), quindi evidentemente sono cose che si rifletteranno anche sulla vita di tutti i giorni. Ma veniamo alle parole del Papa (tratte dalla notizia ANSA, che non posso riportare nemmeno citando la fonte, pena pesanti sanzioni) CENSURA (Grazie Prodi!) [...]
19 Oct 06
3:22 pm
Spero che questo obrobrio venga obliterato al più presto.
19 Oct 06
10:43 pm
[...] Eh si, quando andate a fumarvi le canne dovete stare attenti ai posti che scegliete CENSURA (Grazie Prodi!) (Corriere della Sera) [...]
30 Oct 06
8:57 pm
mi sà che internet fa paura in quanto per i “globalizzatori” (e con questa parola intendo i pochi ricchi es. Murdok e company) non ci possono mettere sopra le mani per farsi pagare i servizi. Ma vi sembra possibile che dobbiamo pagare per vedere i film e telefilm in “anteprima”? Oppure che dobbiamo pagare musica, video, a prezzi allucinanti (solo perchè siamo in Italia)?
se sul mio sito metto un link o COPIO un articolo di un’altro sito web, di fatti, diffondo questa “notizia” fatta da altri, a persone che, magari, non avrebbero MAI potuto leggere tale notizia in quanto, non sanno neanche che quel sito esiste. Quindi non faccio danni, anzi, aiuto GRATUITAMENTE, altre persone, a farsi conoscere e a diventare, magari, opinon leader, su un determinato argomento.
Ma questo SVILUPPO INCONTROLLATO, fà paura, perchè nelle tasche dei globalizzatori non entrano soldi.
Fanculo chi li ha inventati i soldi, torniamo al baratto, che è meglio, in fondo l’economia su cosa si basa? Sulla contabilità “creativa” della Parmalat, della Cirio ecc.
Basta avete rotto il ca%%o, tutti in piazza , ma per riprenderci la dignità di persone non informate dei fatti, ma che vogliono VIVERE e non SOPRAVVIVERE…….
31 Oct 06
12:35 am
Non vorrei sbagliarmi ma l’articolo 32 parla di riviste o giornali, e fino a prova contraria per riviste o giornali si intende quelli cartacei, o sbaglio?
05 Nov 06
10:56 pm
qualcuno di voi sa’ se chi possiede un abbonamento a sky ha il permesso di piazzare il proprio televisore dove vuole o deve tenerlo lontano dalle finestre per non incorrere nel reato di diffusione di materiale coperto da diritto di copia? e nel caso lo facesse, chi lo dicesse ai propri amici incorrerebbe nel rato di linkaggio di materiale protetto da diritto di copia?
sono un pochino preoccupato!
Spero che nessuno dei miei vicini dia un’occhiata attraverso le mie finestre mentre sto guardando la tv , altrimenti rischio la galera. Per fortuna anche loro rischiano la galera quindi non credo che lo faranno.
Ma un pochino di preoccupazione resta .
Sky e i cinesi sbagliano , e qualcun’altro ne paga le conseguenze.
Quando uno fa cose che dimostrano in maniera inequivocabile la sua incapacita’ di intendere e volere di solito viene affidato da un tribunale ad un tutore. Bisognerebbe applicare la stessa procedura anche alle societa’ : quando una societa’ fa qualcosa che nemmeno un deficiente farebbe (trasmettere liberamente qualcosa che gli serve per fare soldi) dovrebbe essere affidata alla gestione di un tutore che ne tuteli gli interessi (perche lei non e’ capace di farlo).
Ciao a tutti.
autorizzo il trattamento ai sensi del dlg 196/2003
24 Jan 07
8:35 pm
[...] Diciamo che gli Americani ci stupiscono raramente, in questo ultimo periodo di ansia da terrorismo, specie quando si tratta di fare mosse che violano la privacy e la libertà dei cittadini. Ora, non che l’Italia si stia comportando molto meglio (vedi recente censura di diversi IP dall’Italia) ma il fatto che un avvocato generale degli USA contesti un principio fondamentale come l’Habeas Corpus (per capirsi, quello che tutela la libertà dell’individuo contro azioni illegali commesse anche dallo stato e dai suoi rappresentanti) è quantomeno preoccupante. La contestazione è preoccupante, soprattutto perchè pone le basi per un’analoga contestazione quali la libertà di espressione e di religione, per le quali la Costituzione esprime il diritto in forma indiretta. [...]
30 Apr 07
12:34 am
[...] ulteriori delucidazioni rimando all’articolo dell’Unità che non posso citare causa regime nazistafascista-prodiano dell’Italia. O altrimenti all’articolo in lingua inglese del [...]
30 Apr 07
12:43 am
[...] non mi sono bastate o, probabilmente, ancora una volta mi sento in dovere morale di mostrare l’ipocrisia del Legislatore e della Pubblica Amministrazione di fronte ai temi del Controllo (o supposto tale) [...]