Quanto spam ricevete in questi giorni? E soprattutto quanto di questo riporta la fatidica frase “il vostro indirizzo è stato reperito da elenchi pubblici”?
Vi siete mai chiesti se questo atteggiamento è legittimo o meno?
Proprio da una mail dell’amico Domenico scopro che non molti conoscono i provvedimenti del Garante per la Privacy che sono stati pubblicati nel corso degli anni.
Mi riferisco, in particolare, al provvedimento piuttosto recente numero n. 1289884 del 20 aprile 2006, un tassello fondamentale che non dovrebbe mancare a nessuno dei navigatori del Web che ogni giorno vengono subissati dallo spam.
Il provvedimento in oggetto, infatti, recita chiaramente quanto segue:
RILEVATO che, contrariamente a quanto sostenuto dalla resistente, ai sensi dell’art. 130 del Codice anche un’unica comunicazione effettuata mediante posta elettronica per l’invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale [...] necessita comunque del preventivo consenso dell’interessato [...] e che l’eventuale reperibilità di un indirizzo di posta elettronica sulla rete Internet non lo rende per ciò stesso liberamente disponibile anche per l’invio di comunicazioni elettroniche non sollecitate
In altre parole poco importa che il vostro indirizzo mail compaia o meno all’interno di elenchi pubblicamente accessibili o più in generale “sul web”, poiché anche per l’invio di un singolo messaggio ad un destinatario pubblico è necessaria la preventiva autorizzazione del ricevente!
Questo provvedimento segna una svolta epocale che permette finalmente di accanirsi contro gli spammer nazionali con innata foga ed invariato sdegno anche quando, alla nostra richiesta di informazioni questi rispondono il fatidico “è stata recuperata da indirizzi pubblici“…
Quindi niente scuse e pronti a denunciare lo spammer al Garante e organi competenti!
Alcuni link:
- La meravigliosa Guida per il ricorso al Garante di MaxKava con i modelli di lettere da spedire
- Il sito del Garante per la Privacy
- La legge 196/2003
- Il link del Provvedimento n. 1289884 del 20 aprile 2006
Buon Ricorso!
P.S. A breve parlerò anche un poco dei warning totalmente inutili e totalmente ridicoli che sempre più spesso troviamo in fondo alle nostre mail…
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Esperto di Sicurezza sembra pretenzioso... Uffa! Diciamo allora piccolo blog di intrattenimento di Matteo G.P. Flora (aka LK) sperduto passeggero della rete, poeta, (poco) santo, e navigatore... E se proprio siete 
12 Oct 06
3:20 pm
Grande Matteo,precisissimo ed utilissiomo come sempre!!
12 Oct 06
4:28 pm
a parte il sito del garante sei l’unico a dare rilievo alla cosa. una roba cosi’ sarebbe da pubblicare in prima pagina su Repubblica. altro che l’attacco al sito del Vaticano.
sei troppo avanti!
12 Oct 06
4:58 pm
Si bene, ma come al solito la realtà è più complessa…
Io ho appena violato quelle norme, mandando una circolare a 300 nomi di professori universitari, miei clienti, come faccio 3-4 volte l’anno. Gli elenchi sono sui siti dell’università.
E per questo dovrei acquisire permessi scritti, manutenerli eccetera? Io sono solo un agente di commercio: o lavoro per vendere o lavoro per mantenere le carte. Tutte e due le cose proprio non ce la faccio. Con la miseria che guadagno poi…
Devo mettermi a fare il nero per pagarmi qualcuno che se ne occupi?
12 Oct 06
5:04 pm
Carissimo Franz,
in questo momento mi ritrovo al lavoro e sinceramente non è una cosa che amo fare.
Sarebbe tanto più comodo, invece della mia attuale professione, rubare in una banca qualche milione di euro e vivere tranquillo di rendita, senza necessità alcuna di impiego.
Sfortunatamente la LEGGE lo proibisce, come proibisce parimenti l’invio di posta non sollecitata. E’ un FATTO, non una preferenza a cui aderire o meno.
E se io fossi stato uno di quei professori in questo momento il Garante avrebbe un bel procedimento di fronte.
Mi dispiace (peraltro non molto, ad essere sincero) che questo infici la tua carriere di Spammer, ma sfortunatamente questo comportamento da parte tua è parte di un mio PROBLEMA, lo spam, che cerco di risolvere.
Un cordiale saluto.
M.
12 Oct 06
6:16 pm
Grande Matteo,
ho letto con grande interesse il tuo articolo sullo spam, problema che ormai riguarda tutti gli utenti.
Su questo problema ho letto su una rivista una sentenza della Cassazione che mi ha lasciato molto perplesso, dal momento che ha affermato che tutti gli indirizzi e-mail rintracciabili su Internet sono dati pubblici e pertanto utilizzabili da chiunque…Il caso riguradava il trattamentio illecito dei dati di una giocatrice della nazionale di pallavolo.
Per chi fosse interessato alla decisione può trovarla, con un interessante commento critico, sulla rivista “Diritto penale e processo” del 2006, pagina 47 e seguenti.
12 Oct 06
8:23 pm
Grazie per i link… aggiungo il post sul mio del.icio.us… spero di fare felici altre persone.
Ero al corrente dell’attuale situazione legislativa ma ogni volta, per via di cose, non l’ho mai messa in pratica.
Ciao,
P|xeL
13 Oct 06
8:59 am
PEccato che il garante nella maggior parte dei casi non se ne freghi proprio nulla.
Ho fatto circa 200 reclami al garante per posta non richiesta, inviatami da spammer italiani.
Nemmeno un riscontro. Quindi con buona pace mia e vostra credo che non fa altro che rubare lo stipendio (milionario) anche lui.
Da notare che gli ho inviato pari, pari le email in forward con tutti gli header.
13 Oct 06
11:59 am
Vorrei anch’io vedere un po’ la cosa dalla parte di Franz.
Fermo restando che non si debba violare la legge, il problema rimane.
Se volessi effettivamente contattare una ditta per offrire dei servizi o delle merci come dovrei fare?
Ho varie possibilità
1) Telefonare
2) Mandare della pubblicità via posta cartacea
3) Mandare un fax
4) Mandare una email
5) Recarmi di persona dall’azienda.
X) Varie ed eventuali tra cui i piccioni viaggiatori.
Notare che in ogni caso, se la ditta si trova su internet, io troverò sul suo sito, presumibilmente, tutte le informazioni per svolgere queste attività, solo che la 3 e la 4 sono considerate illegali se non preventivamente accettate.
La 1) non mi pare sia illegale, ma farò perdere tempo all’azienda che contatto, dovrò fare personalmente la telefonata o pagare qualcuno per farla, rischiando comunque di essere poco chiaro e di non concludere niente, e nemmeno di ottenere il consenso.
La 2)… mi farebbe piacere che fosse illegale! Sono chili e chili di carta che arrivano ogni giorno, e che il più delle volte non sono dirette ad ottenere un consenso a inviare pubblicità o comunicazioni di alcun genere! Ma anche se ogni giorno ti tocca prendere la pubblicità dalla cassetta, guardare cos’è, e buttarla nella carta, non sembra che alla gente dia tanto fastidio. (i gusti sono gusti)
La 5) diciamo che è abbastanza costosa e ora come ora evitata se non esiste già un rapporto preesistente.
In realtà mi sembrerebbe giusto cercare di contattare una ditta o una persona per proporre effettivamente dei prodotti o dei servizi, e la mail è il metodo secondo me meno costoso.
A mio avviso ci dovrebbero essere dei metodi corretti per contattare almeno le ditte, ma metodi imposti dalle dirre, ossia non pubblicare l’indirizzo email, o almeno non adoperare quello come unico metodo di contatto.
Si dovrebbe, ad esempio, fare sempre un form sul proprio sito per farsi contattare, con tutti quei crismi che servono perché sia un essere umano ad eseguire l’inserimento (tipo il controllo con una scritta su un’immagine).
Vorrei precisare che sono d’accordo con il concetto di non inviare mail anche se trovi l’indirizzo da qualche parte, ma sono anche dell’opinione che almeno le ditte dovrebbero fare in modo di poter essere contattate da persone in qualche modo, per poi dare il proprio consens sempre con comunicazioni elettroniche, all’invio di posta normale e ad un eventuale rapporto d’affari.
Mi prenderò anche io da spammer, pur non essendo mai stato tale e avendo solo subito questa pratica, ma penso di avere almeno un minimo di diritto ad esporre il mio punto di vista, ossia che il problema non solo dovrebbe essere risolto con dei divieti, ma anche attraverso strumenti di controllo alla base.
Per fare un esempio pratico si sa che non si può andare in un certo luogo per legge, ma se ci metto un cartello con scritto “non entrare” e un recinto intorno forse la cosa risulta più chiara e più difficile da violare.
Ciao.
11 Dec 06
6:34 pm
Non vorrei trovarmio io nella triste condizione di dover contattare qualcuno e non poter far affidamento sul suo recapito mail che lui ha apposta messo su internet per farsi trovare.
Come gliela chiedo l’autorizzazione se non gli posso scrivere una mail ?
C’è una via d’uscita a questo loop?
13 Dec 06
12:34 am
e’ un’emerita cavolata quella di fare denunce e robe varie.. se manco loro ti si incul….0 se ti metti a fare denunce a destra e manca perderai solo altro tempo.. parlo per aver fatto tonnellate di denunce ma non ho mai visto nessuna delle denunce essere processata.. quindi il problema sta’ a monte.. ho capiscono che lo spam e’ una cosa seria e che se dovrebbero prendere dei provvedimenti seri.. o queste rimarranno solo chiacchiere.. per raccontarvi una cosa breve.. tempo fa fecero una truffa alle poste con tanto di sito uguale in tutto e per tutto con addirittura le stesse email e lo stesso account.. come abbiano fatto non lo so.. io feci la segnalazione e loro da bravi investigatori che dovrebbero proteggerci mi inviarono un tacquino su come evitare le truffe.. bene ancora oggi dopo quasi un’anno questo sito e’ ancora online e lavora egreggiamente con le sue truffe. Morale della favola? Ma come fanno a proteggere noi dallo spamm, quando non riescono manco a proteggere i loro dati? e questa la dice lunga.. a voi l’ardua sentenza.
03 Aug 07
12:50 pm
Ho letto solo ora il tuo articolo. Già conosco bene (ahimé) la normativa. Ma la soluzione proposta dal Garante, come TUTTE le sue soluzioni, mi fa proprio ridere. In pratica, devo inviare un’email per chiedere al cliente se posso inviargli, poi, un’email… Bella questa! Stessa identica soluzione per il telemarketing. Come sai bene, posso “disturbare” un’azienda per vendere prodotti soltanto se ho ricevuto prima, dalla stessa, un consenso. Dal momento che chi fa tele-marketing non ha mai avuto alcun rapporto con il “futuro” cliente, ne segue che l’unico modo per poter vendere i miei prodotti è quello di contattare l’azienda per chiedere: “Posso ricontattarti per venderti dei prodotti?”. E così, non ho risolto il problema che dovevo risolvere: il disturbo. Certo, perché tutto il subbuglio derivante dal telemarketing (così come l’email) non è la vendita in sé, ma il disturbo che arreca la telefonata di proposta. In pratica, il genio del Garante ha trovato una non-soluzione. Anzi, rende antipatica la procedura per chi fa telemarketing o fa il rappresentante. Secondo te, che differenza fa un’email che mi vende il Viagra e un’altra che mi chiede se sono disposto a ricevere un’email che venderà Viagra?
Ma ’sto Garante (e tutto il suo ufficio), è proprio necessario, visto che lo pago con le mie tasse e si muove solo quando si toccano i politici? E quando si muove per noi, comuni cittadini, trova delle soluzioni che fanno ridere i polli…
Vabbe’, scusa lo sfogo, buone vacanze!
31 Aug 07
2:34 am
[...] mai avesse ancora dei dubbi legga questo interessante articolo di Matteo Flora [...]
10 Apr 08
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