Archivio mensile: October 2006

Gli amici Giovanni Battista “GiBi” Gallus, e Francesco Paolo “Kikko” Micozzi (non fidatevi, sono avvocati….=]) mi segnalano che terranno un Talk dal titolo Trusted Computing e Censura online” al Linux Day di Cagliari.
Il talk riguarderà:

…l’attuale tendenza alla compressione della libertà in Rete, sotto un duplice aspetto: da un lato i problemi legati alla circolazione dei materiali protetti da diritto d’autore, e dall’altro l’introduzione di obblighi di identificazione e di conservazione dei dati (il CD. Decreto Pisanu) e gli obblighi di filtraggio, previsti da recenti modifiche normative.
Si affronteranno inoltre le problematiche connesse al Trusted Computing, anche con riguardo alla limitazione dei diritti degli utenti in Rete, ed ai possibili risvolti sul software libero.

Bloggofili di LastKnight.com unitevi se vi trovate in quel della meravigliosa isola, e a GBG Kikko il mio migliore “in bocca al lupo“!

l Military Commissions Act of 2006 sempre citando l’articolo di “The Register” permetterebbe

  • un trattamento “duro” durante gli interrogatori, dove il “duro” verrebbe definito solamente dal Governo
  • di ammettere in tribunale testimonianze per “sentito dire”, o forzate
  • di interrogare i prigionieri senza assistenza legale…

e al contempo proibirebbe [...] di invocare la Convenzione di Ginevra.
(dal blog di Zen)

Interessante ed esaustivo il commentario di Zen sull’argomento, pieno di spunti interessanti e di link per meglio conoscere l’Habeas Corpus e gli impatti che questa legge ha sul Diritto Internazionale.

Per ulteriori delucidazioni rimando all’articolo dell’Unità che non posso citare causa regime nazistafascista-prodiano dell’Italia. O altrimenti all’articolo in lingua inglese del TheStar.

Buona giornata a voi, nemici degli Stati Uniti

Intervista di ISACA a Matteo Flora Il capitolo romano della notissima ISACA pubblica oggi una intervista con il sottoscritto in merito agli scottanti argomenti della Sicurezza Informatica, ad OPSI e alle future minacce alla sicurezza che la IT Society dovrà affrontare nei prossimi anni.

L’intervista è reperibile QUI.

Ringraziando Agatino Grillo ed ISACARoma per il tempo dedicatomi volevo indirizzarvi anche ad altre interessanti interviste quali quelle all’amico Alberto Revelli, autore del sempre più famoso SQLNinja, e quella a Matteo Meucci di OWASP-Italy.

Avevo già estesamente parlato delle problematiche relative alla Libertà di stampa su Web nell’articolo Censura 1.0: ma quanti IP stanno filtrando? e subito a seguito avevamo discusso delle implicazioni nell’articolo Censura 1.1: Dopo Sky offline i siti di gioco di azzardo….

Ci eravamo infine rallegrati con la sentenza che assolveva i ragazzi di CalcioLibero e che avevo commentato nell’articolo Censura 1.2: La conversione di Nicola Clivio sulla via di Pechino, ma a quanto pare era troppo, troppo presto per cantare una vittoria che la ragione avrebbe comunqe dato e chi sosteneva gli ideali del CopyLeft.

Ma la smentita arriva duplice sia dalla Corte di Cassazione che dal Governo italiano che non perdono occasione per dimostrare profonda e pesantissima ignoranza sulle dinamiche interne della rete e sui fenomeni di Web Community ed aggregazione.

Partiamo dalla sentenza della Cassazione 33945 , mirabilmente commentata da Beppe Grillo nell’omonimo blog:

L’epilogo (per ora).
La Cassazione ordina un nuovo processo nei confronti dei due ragazzi perchè hanno “illecitamente diffuso e trasmesso via Internet con la modalità peer to peer eventi sportivi dei quali Sky vantava appunto l’esclusiva”.

Considerazioni finali.
La Cassazione ha introdotto il reato di linkaggio.
Chi inserisce un link a un programma televisivo, un filmato, una qualunque opera coperta da diritto d’autore, già venduti on line in un altro Paese, potrebbe essere perseguibile. Se cerco con Google il link al sito cinese e poi lo uso, ho forse commesso un linkaggio giudiziario? Perchè Merdock non fa causa anche a Google e, visto che c’è, a tutta la Rete. Quanti siti nel mondo ospitano il link al sito cinese? Decine di migliaia?
Nel frattempo noi del blog potremmo dare un aiuto ai supremi giudici con un corso gratuito di introduzione a Internet.

Ma la cosa non finisce qui: dallo scorso 3 ottobre, infatti, in internet non si può più riportare il testo di un qualsiasi articolo tratto da un qualsiasi sito o giornale, pur citando la fonte. Lo dice l’art. 32 del decreto legge n. 262.

Per poterlo fare occorre pagare un compenso all’editore. E se non lo si fa le sanzioni sono salatissime. Fino al giorno prima del decreto il copyleft era ammesso sul web con la sola restrizione (paraltro più che legittima) di citare rigorosamente la fonte editoriale e l’autore del pezzo.

Da oggi invece questo gioiello della informazione liberale viene a cadere in favore di una legge di corporativismo:

Art. 32.
Riproduzione di articoli di riviste o giornali

  1. All’articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:

    «1-/bis/. I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.».

Così vengono imbavagliati migliaia di siti, di blog e di forum che negli utlimi tempi sono stati la principale fonte di controinformazione e di commento non inquinato degli organi di informazione.
Beppe Grillo e la community dei Blog, infatti, hanno offerto e continuano ad offrire una impareggiabile palestra di pensiero per consentire ai cittadini comuni che poco o nulla conoscono delle intricate vicende politiche ed economiche di destreggiarsi nei meandri comunicativi aiutati da chi, come me e tanti altri, commenta e argomenta notizie che lasciate a loro stesse non salirebbero sicuramente all’onore della cronaca.

La libertà non si può fermare. L’informazione su internet deve rimanere libera. Ma come procedere?

Un buon inizio potrebbe essere leggere con attenzione i commenti di PeaceLink e soprattutto la campagna loro promossa che recita:

Chiedo pertanto che il Parlamento abolisca con un opportuno provvedimento il primo comma dell’articolo 32 del capo IX del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, recante “Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria”, con cui sono state anticipate alcune delle misure previste dal disegno di legge finanziaria 2007.

Aderire alla protesta è semplice ed immediato, oltre che consigliato, caldamente consigliato. Basta un click alla pagina dedicata.

Ma che fare contro invece la sentenza della cassazione?

Io propongo propongo due strade:

  1. Iniziare con l’aderire alla mailing list di Censura per poter organizzarsi e discutere della situazione.
  2. Spedire una mail alla cassazione all’indirizzo cassazione@giustizia.it con un testo similare al seguente:

Stimatissima Corte di Cassazione,

Ho letto con estremo interesse della vostra Sentenza 33945 su una serie di Blog in rete e sono felice di constatare l’ignoranza abissale che la Corte stessa dimostra verso le più basilari dinamiche internazionali della Rete internet.
Fortunatamente l’ignoranza è un male agilmente curabile dietro semplice somministrazione di adeguate informazioni.

Con la presente mi pregio di volerVi omaggiare di un corso gratuito sulle norme base del Web tenuto da Matteo G.P. Flora che potete contattare ai recapiti alla pagina http://www.lastknight.com/contatti.
Il corso, totalmente Gratuito per la Vs. struttura, verterà sui concetti di CopyLeft, navigazione, Libertà di Opinione e di Stampa oltre che sui concetti di Rete Internet e di Blog.

Nella speranza che questa missiva vi trovi in Salute vi i miei più cordiali saluti.

Nome e Cognome

Sarò più che felice di presiedere personalmente alla formazione dei componenti della Corte, come spesso ho fatto per altri organi Ministeriali

P.S. Lasciatemi segnalare anche l’articolo di Simone e TerraMadre.

Ho pensato, prendendo spunto da Blog sicuramente più eccellenti del sottoscritto, di recuperare dalla storia di questo blog alcuni articoli passati e di farne un sunto per ridare nuova vita a post interessanti che, per varie ragioni, sono finiti nell’archivio che pochi o nessuno sembra guardare…

Quindi se vi siete persi alcuni di questi post ora sapete cosa andare a leggere nei ritagli di tempo:

  • Moratti Cybersquatting
    Le vicende relative alla compravendita di migliaia si siti web a puri fini di spamming dell’amato e supremo sindaco della mia città: Milano.
  • Quando la volpina diventa pericolosa…
    Anche nel caso di del browser perferito da molti (me compreso) esiste per lo meno una funzionalità di cui la maggior parte degli utenti abituati ad Explorer non è a conoscenza e che potrebbe riservare qualche piccola preoccupazione: il sistema di Password Storing.
  • Censura 1.0: ma quanti IP stanno filtrando?
    e è vero che alcuni IP che trasmettevano streaming dal sito CalcioLibero.com ora sottoposto a sequestro preventivo sono stati oscurati, quanti altri IP sono attualmente in BlackList?
  • Censura: la ricerca imbavagliata
    Fa ribrezzo ed orrore la notizia del sequestro del microscopio a scansione ambientale ai ricercatori Antonietta Gatti e Stefano Montanari, rei di avere scoperto senza ombra di dubbio gli effetti devastanti sull’organismo umano degli inceneritori e delle nanoparticelle.
  • Il taccuino tascabile per Getting Things
    Per quanti, attratti dal precedente post, volessero iniziare a utilizzare GTD con il Moleskine l’unico mio consiglio è di preminursi di un supporto cartaceo esterno, microscopico, alternativo e possibilmente “portabile ovunque”.

Alla prossima settimana e Buone Domenica!

Il tuo indirizzo è stato reperito su internet Quanto spam ricevete in questi giorni? E soprattutto quanto di questo riporta la fatidica frase “il vostro indirizzo è stato reperito da elenchi pubblici”?
Vi siete mai chiesti se questo atteggiamento è legittimo o meno?

Proprio da una mail dell’amico Domenico scopro che non molti conoscono i provvedimenti del Garante per la Privacy che sono stati pubblicati nel corso degli anni.
Mi riferisco, in particolare, al provvedimento piuttosto recente numero n. 1289884 del 20 aprile 2006, un tassello fondamentale che non dovrebbe mancare a nessuno dei navigatori del Web che ogni giorno vengono subissati dallo spam.

Il provvedimento in oggetto, infatti, recita chiaramente quanto segue:

RILEVATO che, contrariamente a quanto sostenuto dalla resistente, ai sensi dell’art. 130 del Codice anche un’unica comunicazione effettuata mediante posta elettronica per l’invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale [...] necessita comunque del preventivo consenso dell’interessato [...] e che l’eventuale reperibilità di un indirizzo di posta elettronica sulla rete Internet non lo rende per ciò stesso liberamente disponibile anche per l’invio di comunicazioni elettroniche non sollecitate

In altre parole poco importa che il vostro indirizzo mail compaia o meno all’interno di elenchi pubblicamente accessibili o più in generale “sul web”, poiché anche per l’invio di un singolo messaggio ad un destinatario pubblico è necessaria la preventiva autorizzazione del ricevente!

Questo provvedimento segna una svolta epocale che permette finalmente di accanirsi contro gli spammer nazionali con innata foga ed invariato sdegno anche quando, alla nostra richiesta di informazioni questi rispondono il fatidico “è stata recuperata da indirizzi pubblici“…

Quindi niente scuse e pronti a denunciare lo spammer al Garante e organi competenti!

Alcuni link:

Buon Ricorso!

P.S. A breve parlerò anche un poco dei warning totalmente inutili e totalmente ridicoli che sempre più spesso troviamo in fondo alle nostre mail

Esperto di Sicurezza sembra pretenzioso... Uffa! Diciamo allora piccolo blog di intrattenimento di Matteo G.P. Flora (aka LK) sperduto passeggero della rete, poeta, (poco) santo, e navigatore... E se proprio siete curiosi...