Con un titolo altisonante come quello qdi quest’articolo non sarò certamente io a dare la soluzione ad un problema tanto caro ai governi di mezzo mondo.
Quello che invece trovo di una disarmante precisione e devastante attualità è l’editoriale deel sempre acuto e competentissimo Bruce Shneier che nel suo articolo “What the Terrorists Want” pubblicato oggi sul suo blog recita con estrema semplicità (traduzione mia):
Fermiamoci un secondo e facciamo un bel respiro.
L’obiettivo del terrorismo è quello di creare il terrore, a volte a fini eminentemente politici ed a volte per puro odio. Le persone uccise dai terroristi non sono gli obiettivi: sono solamente danno collaterale. E far saltare in aria aeroplani, treni, supermercati e autobus non è l’obiettivo; sono solo e semplicemente tattiche.
I veri bersagli del terrorismo non sono i morti ma tutti gli altri: i miliardi di noi che non sono stati uccisi ma che sono terrorizzati dalle uccisioni. Il vero punto del terrorismo non è l’atto in sè* quanto la reazione all’atto.
(…)
Immaginate giusto per un attimo cosa succederebbe se i terroristi facessero fatto saltare in aria 10 aerei. Ci sarebbero voli cancellati, chaos agli aeroporti, sarebbero vietati i bagagli a mano, i politici del mondo parlerebbero di inasprimento delle misure di sicurezza, vi sarebbero forti posizioni mentre il resto del mondo cadrebbe nel semplice panico. In realtà tutto questo sta accadendo proprio in questi mesi.I nostri politici aiutano i terroristi ogni giorno in cui utilizzano la paura per rilanciare le loro campagne. Il giornalismo aiuta il terrorismo ogni volta che cerca di terrorizzare l’opinione pubblica con veri e falsi tentati e sventati complotti. Ed anche noi se siamo terrorizzati e se ci terrorizziamo stiamo aiutando il terrorismo.
Tutto questo infatti non fa altro che acuizzare la percezione e la diffusione del terrore, acuizzando gli effetti dello stesso terrorismo.
E’ incredibile quanto semplici possano essere le soluzioni ai problemi una volta individuate le cause dei problemi. Ma personalmente sono fermamente convinto che eradicare il terrorismo sia assai più semplice che eliminare il giornalismo spazzatura ed allarmistico o le continue corse alla ricerca di appoggi e consensi politici basati sul terrore.
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Esperto di Sicurezza sembra pretenzioso... Uffa! Diciamo allora piccolo blog di intrattenimento di Matteo G.P. Flora (aka LK) sperduto passeggero della rete, poeta, (poco) santo, e navigatore... E se proprio siete 
25 Aug 06
9:04 am
mmmhhh questa tua divagazione su questo argomento mi trova alquanto favorevole Lk…
Spessissimo dietro al giornalismo spazzatura c’è qualcosa di più complesso… prova a pensare a chi è il proprietario di questi media!….
Se riuscissi a dedicare una briciolina del tuo tempo ad un sito che io frequento da anni e che, non avendo la pretesa della verità assoluta, cerca di ragionare sui fatti.. sono convinto ti si potrebbero aprire scenari veramente interessanti…
http://www.luogocomune.net
;)
Benritrovato!
Beppe
25 Aug 06
11:23 pm
Il fatto che la morte sia un fenomeno mediatico è un aspetto che risale ad un tempo ben anteriore all’11 settembre 2001. Basti pensare al fatto che gli incidenti aerei o lo smottamento di un paio di villette a ischia “meritano” la nostra attenzione, giornalisticamente parlando, molto più delle migliaia di decessi per incidenti stradali o sul lavoro che si verificano ogni anno in Italia, o dei morti per malnutrizione che ogni giorno crepano senza gloria in giro per il mondo, solo perchè non abbiamo visto i loro volti e non conosciamo i loro nomi.
28 Aug 06
12:15 pm
Pulce nell’orecchio:
perchè i governi “combattono” il terrorismo in questo modo? In realtà non lo combattono affatto, perchè FA COMODO tenere la popolazione in questo stato.
Pensate agli Stati Uniti…sono persino riusciti a giustificare una guerra in nome della lotta al terrorismo.
Non è che le torri gemelle se le sono attaccate da soli? Non fa una grinza…
28 Aug 06
1:05 pm
Badate a non essere troppo superficiali nell’analisi sui fenomeni del terrorismo. Quello che Shneier scrive non è niente di nuovo o di incompreso, anzi, tutti gli enti interessati a tale fenomeno conoscono bene gli obiettivi del terrorismo, ecco perché viene spesso chiesto il silenzio stampa in alcune situazioni, ma la lobby dell’informazione non si può fermare, specie quando si possono fiutare i profumi del denaro dietro ad una notizia, ma qui mi fermo e non vado oltre.
A conferma dell’ovvietà dell’analisi di Shneier, ci si può ricordare il silenzio stampa mantenuto dai media britannici dopo l’attentato del 7 luglio 2005. Foto e video sono stati pubblicati e trasmessi solo quando i servizi inglesi hanno acconsentito. In Inghilterra ci sono le stesse lobby dell’informazione che ci sono in Italia, ma differenti sono sono il senso per la nazione che le testate hanno e diverse sono le politiche del loro governo dal nostro (a prescindere dal colore).
«Giornalismo spazzatura» è il tormentone di questi mesi sui blog d’informazione, allora mi domando a quale titolo su questo sito si possa parlare di giornalismo spazzatura senza alcuna riflessione autocritica.
28 Aug 06
2:47 pm
Marco,
mi chiedo anche io coem tu possa nominare il termine “giornalismo spazzatura” nel tuo post senza alcuna riflessione autocritica…
Vogliamo andare avanti per ricorsioni successive o possiamo capire quando si utilizza una denotazione ed una connotazione in modi disgiunti e con le peculiari differenze dei due termini?
Un saluto.
MgpF