In questi ultimi giorni la Blogosfera è stata scossa vivacemente dalle discussioni in merito a Digg.com, l’aggregatore di notizie da milioni di hits al giorno che mira nemmeno troppo velatamente a surclassare Slashdot.

Digg.com, per chi non lo conoscesse, è un portale di notizie in cui gli utenti stessi propongono notizie da pubblicare che ricevono la pubblicazione dopo essere state votate come meritevoli da un numero consistente o rappresentativo di utenti del sito, in una sorta di tentativo di e-democracy dell’informazione.

Interventi e post web come Suspicious Digging, Digg Corruption ed il più recente Digg Fraud, però, sollevano interessanti problemi ed argomentazioni sul difficile ruolo di un Digg sospeso fra la libertà di opinione, la forte convinzione del metodo della democrazia diretta e i pericoli di questa raffrontati al carattere puramente speculativo ed editoriale del progetto che, nei primi dieci siti web al mondo più frequentati, rappresenta un ottima fonte di remunerazione e un facile bersaglio di manovre di corruzione.

Indipendentemente dalla convinzione di ciascuno sulla legittimità delle manovre e sulla opportunità per i redattori di modificare il rating delle singole notizie, gli articoli offrono interessantissime discussioni su libertà di opinione, libertà digitale, social software ed e-democracy nel mondo reale.

Per chi desiderasse approfondire l’argomento ecco qualche altro articolo:


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