Archivio mensile: April 2005

Le voci relative and una “Google Foundation”, destinata a portare avanti progetti di natura filantropica, corrono da tempo, e il gigante della ricerca sembra aver compiuto il primo passo verso questa direzione.

Il dominio Google.Org, infatti, è online da qualche ora. Al momento la home page del dominio accoglie solo una breve descrizione degli intenti del progetto e una frase augurale di Brin e Page.

Come altre grosse società del settore IT statunitense (basti pensare alla Gates Foundation) anche Google si avvia quindi a trasportare risorse di liquidità in azioni no-profit con ritorni fiscali.

Probabilmente si tratta della dimostrazione più esplicita di quante informazioni un motore di ricerca può estrapolare dal comportamento degli utenti: My Search History è infatti un nuovo servizio di Google Labs, in versione beta da oggi, che permette agli utenti di registrarsi (o di effettuare il login, se si è già in possesso di un account Google) e iniziare a far registrare dal motore tutte le ricerche effettuate su Google.com da quel momento in poi.

Allo storico di queste ricerche si può accedere in qualunque istante cliccando su un link “My Search History” che appare in alto a destra su ogni pagina con i risultati di una ricerca su Google (per visualizzarlo è necessario connettersi alla versione inglese del Motore). In questo modo si accederà ad una pagina che elencherà le ricerche effettuate e quanti e quali risultati di ricerca sono stati cliccati (e quindi presumibilmente visitati).

In qualsiasi momento è possibile interrompere l’archiviazione delle ricerche effettuate e dei link visitati cliccando sul link “Pause” nella pagina di My Search History o effettuando direttamente il logout dall’account. Per riattivare la registrazione è sufficiente cliccare sul link “Resume” nella pagina del servizio o effettuare nuovamente il login. E’ anche possibile cancellare dall’archivio delle specifiche ricerche.

Come sempre nei servizi di Google l’archivio di ricerche può essere consultato attraverso una ricerca o cliccando sulle giornate di un calendario che appare in My Search History.

In realtà, Google è in grado di acquisire queste informazioni anche senza che l’utente si registri al servizio My Search History, in quanto il comportamento standard di una qualunque ricerca su Google effettuata con Internet Explorer prevede il tracciamento del click dell’utente, ovviamente in forma anonima, ma perfettamente in grado di fornire al motore di ricerca le stesse informazioni registrate e proposte agli utenti dal nuovo servizio di Google Labs.

Una nuova estensione di Firefox chiamata Objection è stata sviluppata da Greg Yardley in risposta all’utilizzo invasivo del nuovo sistema di tracciamento PIE (articolo precedente).

La soluzione trovata si basa su PIE (Persistent Identification Element) una tecnologia nata con Macromedia Flash MX che risulta in grado di tracciare l’utente anche a fronte della mancanza di un cookie (o una session) prestabilita.

L’estensione di Firefox consente di eliminare queste informazioni in modo analogo ai Cookie, posizionando ancora una volta il browser open-source ai massimi vertici di sicurezza ed aggiornamento. » Continua a leggere il resto…

La security aziendale è una questione di equilibrio, oltre che essere una vera risorsa da spendere nel mercato. Una scarsa sicurezza potrà rendere vulnerabile l’impresa, mentre al contrario un eccesso di zelo potrebbe intralciare le opportunità commerciali, bloccando le nuove opportunità di business nella sempre più serrata corsa lungo quell’autostrada che è la telematica. Il vero problema sarà tendere ad un “giusto” bilanciamento tra sicurezza e produttività.
Questo libro (indice in PDF) racchiude le esperienze di alcuni addetti ai lavori - giuristi, tecnici, psicologi - che quotidianamente incontrano la “questione sicurezza” nella propria vita professionale e privata: una lettura avvincente e di sicuro interesse per tutti coloro - imprenditori, professionisti, amministratori pubblici - che cercano risposte chiare e concrete a una questione centrale nella gestione organizzativa.

Sicurezza e Privacy: dalla carta ai bit
Manuale per aziende, studi professionali, pubblica amministrazione
di Gerardo Costabile (curatore), Donato E. Caccavella, Luca Filippi, Matteo G.P. Flora, Mara L. Frigo, Andrea Gelpi, Luca Giacopuzzi, Luca Sandri.
Experta | 480 pag. | 2005 | ISBN: 8888158820

Prezzo di copertina: Euro 42,00

C’è aria di novità per i SEO impegnati nell’adeguarsi al nuovo sistema di classificazione pagine di Google. Information retrieval based on historical data è il titolo di un nuovo brevetto depositato da Google che pare essere alla base della nuova piattaforma di classificazione del noto motore di ricerca, destinata a soppiantare il datato Pagerank.

Nel testo del brevetto depositato vengono elencati una nutrita serie di nuovi concetti e tecniche che possono concorre a determinare la posizione di una pagina nei risultati di una ricerca. In particolar modo si fa riferimento a criteri basati sulla registrazione di dati storici sull’apparizione di nuovi URL, link, domini e la modifica di tali dati nel corso del tempo.

Per quanto non vi sia la certezza che tali tecniche siano già utilizzate da Google, è interessante notare come molte di esse combacino alla perfezione con le osservazioni fatte da diverse società di SEOdi alto profilo informatico che sono in grado di prevedere l’evolversi delle tecniche e gli algoritmi usati dai motori di ricerca.

Il famigerato SandBox, ad esempio, che la maggior parte dei webmaster ha bollato per mesi come un effetto delle mera età di un sito web, era stato spiegato da alcuni SEO informatici come la conseguenza di un nuovo algoritmo basato sulla “naturalezza” della link popularity di un sito.

In molti avevano spiegato in interventi come questo come fosse importante non abbandonarsi alla produzione di link in massa, seguendo criteri esclusivamente quantitativi.

La pubblicazione di questo brevetto di Google e le chiare indicazioni fornite in esso dovrebbero stimolare le società coinvolte nel SEO a convogliare verso politiche di popolarità basate su attenti contenuti piuttosto che trucchi tecnologici.

Come si legge nel brevetto depositato:

La data di apparizione di un link più inoltre essere utilizzata per rintracciare e classificare lo “spam”, dove i proprietari delle pagine o loro colleghi creano collegamenti per il solo fine di aumentare la popolarità. Un tipico documento “legittimo” acquisisce link lentamente. Un grosso picco di link subitanei segnala in genere un fenomeno topico (ad esempio il sito del CDC [Center of Desease Control] attrae link velocemente a seguito di un’epidemia, come la SARS) o il segnale inequivocabile di un tentativo di spam.

Rimane da vedere se l’avanzare del nuovo algoritmo riuscirà a frenare la generazione di fenomeni di inquinamento dei risultati di Google.

Alla luce dei dati di Jupiter Research, secondo cui nel 2004 il 58% dei navigatori web ha cancellato i cookies dalla propria macchina per evitare di essere tracciati, le maggiori società di SEM hanno iniziato a spostarsi verso tecnologie che consentano il tracciamento anche a fronte della mancanza di cookies.

La soluzione trovata si basa su PIE (Persistent Identification Element) una tecnologia nata con Macromedia Flash MX che risulta in grado di tracciare l’utente anche a fronte della mancanza di un cookie (o una session) prestabilita.

Macromedia ha, di contro a questo utilizzo quantomeno “particolare” creato una pagina apposita per istruire gli utenti a disabilitare PIE. Inoltre, le informazioni contenute nei PIE possono avere una dimensione decisamente maggiore a quelle contenute sei cookies. Il documento di Macromedia riporta infatti:

Applications that are created using Macromedia Flash may want to store some information on your computer, but the amount they can store is limited to 100 kilobytes unless you agree to allocate additional space. Local storage settings let you specify how much disk space, if any, applications from a particular website can use to store information on your computer. … It’s important to understand that even though this settings panel is part of Macromedia Flash Player, the information will be used by an application created by a third party.
Esperto di Sicurezza sembra pretenzioso... Uffa! Diciamo allora piccolo blog di intrattenimento di Matteo G.P. Flora (aka LK) sperduto passeggero della rete, poeta, (poco) santo, e navigatore... E se proprio siete curiosi...